•  Presentazione
  • di
  • Giovanni Sessa
  • alla
  • "Scuola Romana di Filosofia politica"
Dioniso cavalca la tigrecolore
 
La rivista on-line Scuola Romana di Filosofia politica nasce grazie alla generosa disponibilità di Sandro Giovannini, che ci ha concesso ospitalità nel sito delle edizioni Heliopolis. Preliminarmente, quindi, un grazie sentito alla sua sensibilità intellettuale.
Questa nuova esperienza fa seguito a quella che abbiamo messo in campo assieme ad altri amici con la creazione di www.politicamente.net, laboratorio teorico della Scuola Romana di Filosofia politica che, sulla scorta del precedente delnociano, Gian Franco Lami, discepolo del filosofo cattolico, riattivò e rianimò come luogo di incontro ed accoglienza intellettuale presso l’Università “Sapienza” di Roma. La rivista telematica fu ideata da un collaboratore della cattedra prematuramente scomparso, Emiliano di Terlizzi, appassionato studioso di Colli, Evola e della tradizione ermetica, la cui attività fu successivamente proseguita con successo da Davide Bisogno. Ora si riparte con Scuola Romana di Filosofia politica, a sei anni dalla prematura ed improvvisa scomparsa di Gian Franco Lami.
E’ bene essere chiari fin dall’inizio! La nuova testata percorrerà, non solo nelle intenzioni ma nei fatti, la via di ricerca controcorrente di politicamente.net. Alle sue pagine hanno collaborato sia studiosi prossimi alla proposta speculativa di Lami, centrata essenzialmente sulla valorizzazione del mondo classico, tra gli altri ricordiamo Riccardo Scarpa, ma anche esponenti del movimento di pensiero della Nuova Oggettività, quali Sandro Giovannini, cultori del pensiero di Tradizione o di letteratura fantastica, tra loro in primis Gianfranco de Turris e Max Gobbo, filosofi del diritto come Teodoro de la Grange, direttore di “Behemoth”, studiosi di storia delle religioni, nella fattispecie Stefano Arcella, attenti esegeti di filosofia dello spessore di Giovanni Damiano, Giuliano Borghi, Francesco Clemente. Non è mancato il contributo significativo di rappresentanti dell’arte estrema, data la presenza tra le firme della rivista dello storico dell’arte Vitaldo Conte, o del fenomenologo dell’immagine Romano Gasparotti, che propose ai nostri lettori il manifesto “Diastema”. Molti di loro saranno anche questa volta della partita. I loro contributi, come il lettore sa, mirano ad un’esegesi critica dello stato presente delle cose, sia sotto il profilo politico che esistenziale, non dogmatico ma aperto e colloquiale nei confronti di esperienze di pensiero consimili e di quanti non abbiano rinunciato a pensare ad una Città Altra ed Alta, rispetto a quella in cui ci è stato dato in sorte di vivere.
Come sostenemmo a proposito di politicamente.net, ci auguriamo che anche Scuola Romana di Filosofia politica possa diventare uno spazio di approfondimento e di riflessione nel mare del web. Le sue pagine si propongono di suggerire itinerari di pensiero e di ricerca inusuali, realmente anticonformisti e privi di pregiudiziali ideologiche. Una rivista culturale, si sarebbe detto un tempo, che utilizzando un mezzo liquido quale il web, tenta, sia pure a livello minimale, senza nutrire eccessive pretese o speranze, di smuovere le acque limacciose del dibattito intellettuale in questo paese nel quale domina, da troppo tempo, un rigido, e per la verità sempre più ingrigito, intellettualmente corretto. Auspichiamo che ciò possa promuovere un percorso di vita e di pensiero nel quale si riconoscano fasce sociali politicamente e culturalmente silenti e/o silenziate dai padroni del vapore. Siamo stanchi di ascoltare sola la loro Voce, quella del pensiero Unico, alla quale la maggioranza dei nostri contemporanei si è ormai, purtroppo, assuefatta ed adeguata, innanzitutto interiormente, oltre che nei comportamenti.
In Italia la casta culturale rappresenta il nocciolo duro, non vulnerabile, dello status epidemico, nel senso etimologico greco, in cui si è “evoluto” il sistema parlamentare. Si tratta di un vero e proprio “stare sopra” il popolo, una forma di dominio sottile che determina, grazie al servizio dei chierici, un rigido controllo sociale. In questo senso la casta culturale, da tempo, in Italia ha segnato con chiarezza i confini del dicibile e del pensabile, relegando coloro che non li rispettano, nella categoria antropologica dei reietti.
Ecco, come dicemmo nella presentazione di politicamente.net, anche la  Scuola Romana di Filosofia politica persegue l’ambizioso obiettivo di dar voce a questi ultimi. A tutti coloro, qualunque sia la loro provenienza ideale, che non riconoscono il valore della frontiera ideale tracciata dai servizievoli ausiliari della governance.