"Scuola Romana di Filosofia politica"

è diretta da

Giovanni Sessa

La S.R.F.P. fondata, a suo tempo, da Gian Franco Lami ed Emiliano Di Terlizzi, docenti alla “Sapienza”, è oggi un forum critico di filosofia e metapolitica.

  • lettere pontificali front small

  • Le epistole pontificali di
  • Giuliano Augusto
  • di 
  • Giovanni Damiano
  • Grazie alla curatela di Claudio Mutti, e in significativa coincidenza con il Natale di Roma di quest’anno, le Edizioni di Ar hanno dato alle stampe le Epistole pontificali di Giuliano Augusto. Accompagnate dal testo originale a fronte, queste dieci lettere, scelte nel vasto epistolario giulianeo, trattano tematiche, com’è facilmente intuibile dal titolo, relative alla sfera del sacro nei suoi molteplici aspetti (dalla funzione sacerdotale ai riti e agli inni, dalla filantropia al destino post mortem delle anime, e così via). Qui, per ovvie esigenze di spazio, mi limiterò a dire qualcosa su tre questioni che emergono dal testo.
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  • Cop. Bestiario

  • Cattabiani e i simboli
  • La nuova edizione del
  • ‘Bestiario'
  • di
  • Giovanni Sessa
  •  
  • Segnaliamo, con queste brevi note, l’uscita per la casa editrice Iduna, di un libro che ebbi la fortuna di leggere, in prima edizione, nel 1984. Mi riferisco a Bestiario di Alfredo Cattabiani (per ordini: associazione.iduna@gmail.com, euro 18,00, pp. 195). Lo trovai un volume di grande rilievo culturale e spirituale, in quanto nelle sue pagine, il mondo animale veniva presentato quale simbolo di potestates agenti nella natura. La physis è letta da Cattabiani, come si evince da altre sue opere, animata da un principio che la rende manifestazione, espressione avrebbe detto Colli, dell’Origine. Per coglierne il senso riposto è necessario far riferimento alla conoscenza simbolico-tradizionale: «che è una, indivisibile e non può esistere se non grazie all’intuizione di quell’altro termine che essa significa e occulta nello stesso tempo» (p. 29). L’intellettuale torinese, in un momento nel quale si celebrava in Italia la marcia trionfale della cultura neo-illuminista, lanciava ai suoi lettori un appello accorato: la ratio non è l’unica modalità di approccio al reale e la natura non è riducibile a rapporti meccanicistico-quantitativi.

 

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  • Cop. Anticapitalismo di destra

  • L’anticapitalismo di destra
  • Giorgio Galli e Luca Gallesi a colloquio
  • di
  • Giovanni Sessa
  •  
  • Politologi e sociologi convengono nel constatare che stiamo attraversando un’epoca di transizione, caratterizzata, per di più, dalla mancanza di significativi slanci ideali. Un’età di «acque basse» nella quale, comunque, cominciano a manifestarsi segni di risveglio politico dei popoli nei confronti del nuovo regime della governance, espropriatore, al medesimo tempo, della sovranità popolare e delle identità culturali. Si tratta, per lo più, di reazioni di pancia, che muovono dal basso e dalle quali si evincono i bisogni di fondo delle maggioranze, finora tacitate dal politicamente e dall’intellettualmente corretto. Niente di meglio, in un clima caratterizzato da tale tendenza, che ricorrere a letture chiarificatrici. Ci sentiamo di consigliare, in questo senso, un libro scritto a due mani dal noto politologo Giorgio Galli e dall’anglista Luca Gallesi, da poco edito da OAKS editrice, L’anticapitalismo di destra (per ordini: info@oakseditrice.it, euro 12,00, pp. 88).

 

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  • Tradizione Giovanni Sessa

  • Sulla ‘Tradizione’.
  • Brevi note su di un libro di
  • Giovanni Sessa
  • di
  • Giovanni Damiano

  • Riprendendo un passo di Werner Beierwaltes, seppur relativo ad altro contesto, si potrebbe affermare che il rischio che corre la ‘Tradizione’, pensata nei termini di un qualcosa di assolutamente trascendente e metatemporale, sia quello di venir interpretata “come un vuoto assoluto e come un che di astratto” (i corsivi sono di Beierwaltes), specialmente se declinata anche come ‘Tradizione unica e primordiale’. Per ovviare a questo pericolo diventerebbe quindi necessario pensare a un qualche rapporto col piano storico; ma credo sia assai problematico, in particolar modo per la presunta ‘Tradizione unica’, spiegare come tale passaggio possa avvenire. E se pure ciò possa essere in qualche maniera mostrato (per essere dimostrato bisognerebbe invece rivolgersi alla ‘volgare’ filosofia…), rimane il fatto che la trasmissione ininterrotta di tali princìpi tradizionali, essenziale per evitare lo scollegamento con il piano ‘metafisico’, finirebbe per cadere in uno storicismo soffocante e renderebbe la presunta ‘dinamicità’ della ‘Tradizione’ un falso movimento, in quanto sterile ripetizione dell’identico.
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  • Tradizione Giovanni Sessa

  • INTRODUZIONE
  • a: 
  • "Tradizione, demitizzare la modernità"
  • di
  • Giovanni Sessa
  • (Abbiamo chiesto a Giovanni Sessa d'autorizzarci a pubblicare l'introduzione al libretto
  • in questione  - "Nazione Futura edizioni" - perché pensiamo sia un ottimo ricapitolo, essenziale e penetrante,
  • del nostro complessivo mondo ideale, utilissimo in un  tempo come questo
  • di confusione architettata e spesso non sempre facilmente ricusabile...
  • S.G.)

    • I
    • Nel mondo della dismisura e dello sradicamento

  •  
  • Il titolo di questo volumetto e, soprattutto, i suoi contenuti, segnano una cesura netta nei confronti del clima spirituale, ma anche esistenziale, politico e sociale, dei giorni in cui ci è dato vivere. Tra il 2017 ed il 2018 si sono celebrati i centenari di due eventi storici di spessore epocale: la Rivoluzione d’Ottobre e la conclusione del Primo conflitto mondiale. Eventi con i quali si è di fatto inaugurato il «secolo breve», latore, al medesimo tempo, di grandi speranze palingenetiche e di tragedie immani. Un secolo fa l’Europa viveva in profondità la crisi che la stava per marginalizzare in termini geo-politici, a vantaggio della potenza atlantica, gli USA. Questi, obliata la dottrina di Monroe del 1823, davano inizio, con la partecipazione alla Grande guerra, alla weltpolitik globalizzante che oggi, sia pur con grande difficoltà, tentano di perpetuare, ricorrendo, da un lato, all’esportazione balistica del «migliore dei mondi possibili», centrato sull’american way of life, mentre, dall’altro, gli organismi economico-finanziari internazionali dettano le priorità decisionali della governance transnazionale. Decisioni, inutile perfino ricordarlo, mirate ad imporre non solo lo sradicamento politico (delegittimazione degli Stati nazionali e della sovranità popolare), ma anche culturale e spirituale, ben più pervasivo del primo.

 

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  • COP. SESSA EVOLA def


  • Julius Evola e l’utopia della tradizione.
  • L’antimodernismo filosofico del Barone
  • nell’ultimo lavoro di
  • Giovanni Sessa 
  •  di
  • MICHELE  RICCIOTTI


  • Con Julius Evola e l’utopia della tradizione trova compendio la ricerca di uno dei principali studiosi del pensiero del filosofo romano. I saggi di Giovanni Sessa raccolti nel volume manifestano una rara capacità di penetrazione esegetica nei confronti di uno dei grandi ‘maledetti’ del novecento italiano. Se Franco Volpi fu tra i primi ad avvertire la novità speculativa rappresentata dall’idealismo magico evoliano, è Massimo Donà, autore della prefazione e a sua volta artefice di una meritoria riconsiderazione del contributo speculativo evoliano, a ricordare come «il pensiero di Evola non si lasci assolutamente catturare da nessuna delle semplificatorie definizioni che avrebbero voluto costringerlo in questa o quella casella del pensiero novecentesco», giacché il teorico dell’Individuo assoluto intendeva anzitutto «rinnovare la propria vita; e invitare ognuno di noi a liberarsi delle insopportabili catene che rendono sempre troppo poco ‘vissuta’ la vita e troppo poco libera la libertà che in ogni caso ‘risuona’ nelle azioni, anche quelle ‘obbligate’, che l’esperienza ci costringe a svolgere» (p. 8).

 

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  • Polyhymnia Centrale Montemartini Roma

  • L’età oscura delle guerre commerciali
  • di
  • Gabriele Sabetta
  • (da: L’Intellettuale Dissidente del 25 giugno 2019)
  • A conclusione dell’ultima riunione, il Federal Open Market Committee, organo della banca centrale statunitense, ha deciso di non eseguire correzioni di politica monetaria e dunque, per i prossimi mesi, il tasso di interesse ufficiale – il “prezzo” al quale la banca centrale concede prestiti agli istituti di credito – resterà invariato. Ha dichiarato però di esser pronto a dare un taglio entro la fine di quest’anno, per contrastare l’aumento delle “incertezze” nelle prospettive economiche degli Stati Uniti e del resto del mondo. L’abbassamento del tasso di interesse è uno strumento generalmente utilizzato dalle banche centrali per stimolare la domanda di moneta finalizzata ad accrescere gli investimenti.
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  • Della bellezza dei corpi Campa

  • La bellezza dei corpi
  • Il risveglio pagano nella società liquida
  • di
  • Giovanni Sessa
  •  
  • Hegel, nell’occuparsi del primo momento dello spirito assoluto, quello dell’arte, sostenne che la fase apicale dell’intuizione estetica si era manifestata nell’arte classica, in particolare in quella greca. Nella scultura ellenica, dedita prevalentemente alla raffigurazione del corpo umano, la natura si mostrava spiritualizzata, mente lo spirito assumeva abito naturale. L’arte antica realizzò la compiuta sintesi di finito ed infinito. Il corpo, il nostro costitutivo dasein, nel suo limite alludeva all’oltre. Ne nacque una religione della corporeità, con i suoi riti e i suoi culti. In particolare, il corpo, esperito quale microcosmo, divenne medium nei riguardi del macrocosmo: un tempio, un luogo sacro carico di verità e degno di venerazione. Su questo tema, e su altri ad esso legati, torna a richiamare l’attenzione dei lettori un interessante lavoro di Riccardo Campa, Della bellezza dei corpi. Il risveglio della sensualità pagana, nelle librerie per i tipi di D Editore (per ordini: info@deditore.com, pp. 227, euro 14,90).
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  • Antaios

  • Gli scritti di Evola per Antaios
  • Una rivista di grande rilevanza
  • di
  • Giovanni Sessa
  •  
  • La Fondazione Evola rende finalmente disponibili, per i lettori, i cinque scritti che il filosofo pubblicò sulla rivista Antaios. Lo fa nel volume, Julius Evola, Antaios (1960-1970) edito da Fondazione Evola-Pagine editore, per la cura di Luca Siniscalco (per ordini: 06/45468600, pp. 145, euro 16,00). Il volume è aperto da un saggio di Hans Thomas Hakl che ricostruisce tanto la storia editoriale del periodico, quanto la collaborazione dell’ intellettuale italiano. Negli anni Quaranta, l’editore Klett ed Ernst Jünger, decisero di fondare una rivista culturale di orientamento conservatore, che avrebbe dovuto annoverare tra le proprie prime firme, il fisico Heisenberg,   Friedrich Georg Jünger, Schmitt ed Heidegger. Dato il clima politico dell’epoca in Germania, il progetto naufragò. Fu ripreso invece nel 1957, quando lo scrittore tedesco riprese i rapporti con Mircea Eliade: il primo propose allo storico delle religioni il ruolo di co-direttore, in quanto gli ambiti di indagine del periodico dovevano essere il mito, la simbologia e la letteratura. Eliade accettò.

 

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  • Buco nero

  • I profitti
  • crescono a spese dei salari?
  • Lo dice Bridgewater…
  • di
  • Gabriele Sabetta

  • Negli ultimi trent’anni, le grandi corporations hanno raggiunto picchi di profitto mai visti prima, mentre i lavoratori hanno sofferto una progressiva erosione dei loro diritti e retribuzioni. I campanelli d’allarme cominciano ora a risuonare anche ai vertici dell’oligarchia industriale e finanziaria, in merito alla prospettiva di un’esplosione del malessere sociale – mentre le disuguaglianze nella ripartizione della ricchezza toccano nuove vette. Nei primi mesi dell’anno, Bridgewater Associates, uno dei maggiori hedge fund al mondo, ha pubblicato due lunghi report contenenti dati e grafici di grande interesse, che illustrano la crescita esponenziale del divario sociale e nei quali si avverte dell’imminente pericolo di ribellioni che potrebbero aver luogo in condizioni di recessione.
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  • autobiografia spirituale Evola

  • L’autobiografia spirituale di Evola
  • Due interviste televisive del filosofo
  • di
  • Giovanni Sessa
  •  
  • Evola ha sempre parlato poco di sé, della sua biografia esteriore. Perfino Il cammino del cinabro è povero di riferimenti alla sua vita e al suo quotidiano. Nell’ultimo periodo, grazie a ricerche accurate, condotte prevalentemente dalla Fondazione che porta il suo nome, sono emersi documenti e testimonianze che aiutano a definire meglio i tratti dell’uomo Evola, oltre che il suo pensiero. Un ruolo di primo piano riveste, in questo ambito, la recente pubblicazione, Julius Evola, Autobiografia spirituale, comparsa nel catalogo delle Edizioni Mediterranee a cura di Andrea Scarabelli (per ordini: 06/3235433, ordinipv@edizionimediterranee.net, pp. 152, euro 20,00).
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  • Evola e il68
  • PALACH COPERTINA

  • Il Sessantotto di J. Evola e J. Palach
  • Due nuove pubblicazioni
  • di
  • Giovanni Sessa
  •  
  • Molti dei mali del nostro tempo hanno avuto una lunga incubazione storica. Non può, però, essere messo in dubbio che, un momento di evidente accelerazione dei processi di crisi, si sia mostrato, in modo lapalissiano, nel tanto mitizzato 1968 e nella contestazione studentesca.  Due recenti pubblicazioni vengono, opportunamente, a ricordarcelo.  Si tratta di Julius Evola, Scritti sul ’68, comparso nel catalogo dell’editore l’Arco e la Corte (per ordini: arcoelacorte@libero.it, pp. 130, euro 15,00), e del volume di Petr Vyoral, Jan Palach, Praga 1969. Una torcia nella notte, di recente nelle librerie per Ferrogallico (per ordini: info@ferrogallico.it, pp. 111, euro 15,00).
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 BELLEZZA daikini


  • L'utopismo di
  • Wayward Pines
  • di
  • Gabriele Sabetta
    (da:  L’Intellettuale Dissidente  del 4 maggio 2019)
  • A chi non è capitato, negli ultimi anni, d'intraprendere un’appassionata conversazione su una serie TV nella quale era rimasto eccezionalmente coinvolto? Pochi argomenti, infatti, sembrano oggi in grado di catturare l’interesse e la curiosità condivisa, che di per sé è notevole se si considera che le produzioni televisive non sono mai state al centro dei dibattiti intellettuali. Come per il cinema qualche tempo fa, ora le serie TV rivendicano il diritto di essere prese sul serio come oggetti di insegnamento e ricerca filosofica.  L’emergere di questo nuovo genere televisivo, altamente innovativo sia in termini visivi che narrativi, richiede analisi inconsuete delle loro fondamenta teoretiche ed estetiche, nel contesto di un mutato panorama culturale e sociale ampiamente modellato dalla TV via cavo e da Internet.
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  • Buscaroli

  • PIERO BUSCAROLI
  • e il Canone Europeo.
  • La nuova edizione di
  • La vista l'udito, la memoria,
  • di
  • Giovanni Sessa.
  • Piero Buscaroli è stato uno dei «fratelli maggiori» che ha accompagnato, con i suoi scritti, la mia generazione, quella dei nati negli anni Cinquanta, lungo la strada, spesso accidentata ed impervia, della formazione civile. Gli dobbiamo molto. A differenza dell’ambiente politico di provenienza e, più in generale, dell’Italia del dopoguerra, caratterizzati da una disattenzione, a dir poco disarmante, nei confronti del sapere, la paideia di Buscaroli, riportava all’attenzione del più sprovveduto dei suoi lettori, la centralità della cultura intesa in senso latino, cultus reso alla vita, atto a manifestare uno stile. L’adesione a tale paradigma ideale ha connotato di sé la prosa di Buscaroli, rendendola immediatamente riconoscibile: complessa e lieve allo stesso tempo, vibrante di pathos, di slanci ironici ed autoironici, all’occorrenza forte e ridondante, sempre vivace, intellettualmente stimolante.  Basta scorrere le pagine del suo memorabile, La vista, l’udito, la memoria, nelle librerie per Bietti, in seconda edizione, per averne contezza (per ordini: 02/29528929, euro 27,00, pp. 598).
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  • Emo

  • Andrea Emo e l’arte
  • Gli scritti di estetica di un grande del Novecento
  • di
  • Giovanni Sessa
  • Per troppo tempo si è sostenuto che nel Novecento, in particolare nella sua prima metà, l’Italia è stata, dal punto di vista culturale, una provincia di secondo piano, nel panorama europeo. In tale posizione marginale essa sarebbe stata costretta, stando a tale vulgata storiografica, dall’egemonia esercitata nel nostro paese dal neohegelismo gentiliano. Questa tesi non è più sostenibile, almeno a partire dagli anni Ottanta: allora furono resi pubblici gli scritti di Andrea Emo, pensatore appartato, radicale ed aristocratico, che sviluppò il proprio  iter speculativo muovendo dall’attualismo, corrente di pensiero che, peraltro, toccò snodi teoretici, che la filosofia europea avrebbe incontrato più tardi.   Da allora, sono comparsi nelle librerie diversi volumi emiani, grazie al meritorio lavoro di Massimo Donà, Romano Gasparotti e Raffaella Toffolo, curatori dell’opera omnia del filosofo veneto.  Usciamo, ristorati, dalla lettura della loro ultima curatela, In principio era l’immagine, edito dalla Bompiani, il volume raccoglie gli scritti del pensatore dedicati all’estetica (pp. 540, euro 15,00)
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  • Bachofen paesaggi dellItalia centrale

  • Bachofen e l’Italia
  • di 
  • Giovanni Damiano
  • (da Barbadillo 14.04.2019)
  • Nel 1933 Viaggio in Armenia di Osip Mandel’štam viene recensito sulla Pravda. Il poeta è accusato di non aver “scritto nemmeno un rigo sul presente”, insomma di non aver visto “l’Armenia che si sviluppa con un ritmo impetuoso costruendo felicemente il socialismo”. Non è impresa da poco condensare in appena un rigo tre parole chiave del lessico ideologico comunista (sviluppo, felicità, costruttivismo). Molto più semplice è invece convenire col recensore.
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  • Adesso parlo io

  • Adesso parlo Io!
  • Un Mussolini rivoluzionario e futurista
  •  di
  • Giovanni Sessa
  •  
  • L’Italia e l’Europa, ad oltre mezzo secolo dal termine del Secondo conflitto mondiale, non hanno ancora “digerito” il passato che non passa. I conti con il fascismo non sono stati ancora chiusi: al Ventennio si guarda ancora o in termini assolutamente denigratori o, al contrario, apologetici. La dimensione emotiva tende, nonostante il trascorrere dei decenni, a prevalere e ad estremizzare i giudizi su tale periodo storico. Si badi! A volte la dimensione empatica può svelare quanto sfugge all’obiettività dello sguardo impersonale, scientifico. Lo dimostra, non ultimo, il libro Adesso parlo io. Un Mussolini rivoluzionario, scandaloso e sconveniente del critico e neofuturista ferrarese Roberto Guerra. Il volume è da poco comparso nel catalogo della Armando editore (pp. 128, euro 12,00).
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  • Misteri di Dioniso

  • I Misteri di Dioniso
  • Un nuovo libro del progetto
  • Antico Futuro
  •  di
  • Giovanni Sessa
  • L’Italia e l’Europa languono: moralmente, politicamente, intellettualmente. Il vecchio continente, dal termine del secondo conflitto mondiale, pare essersi definitivamente identificato con l’Occidente, la terra del tramonto. Pochi i fuochi nel buio della notte di una società barbarizzata dal volgare consumismo. L’Italia, motore propulsivo delle rinascenze e dei nuovi inizi succedutisi nel corso dei millenni, pare crogiolarsi nella liquidità gaia contemporanea. Limitatissime, nel numero, le voci di quanti puntano al risveglio delle coscienze. Tra esse vanno annoverate quelle di alcuni artisti, consapevoli che solo la creatività è davvero ravvivante, atta, per dirla con il filosofo Adorno, a lenire le sofferenze della vita offesa.  L’arte, inoltre, mette in opera le contraddizioni del presente. Ne sono consapevoli Vitaldo Conte e Dalmazio Frau che, da qualche anno, sono capofila di un progetto ambizioso denominato Antico Futuro che, nel corso del tempo, si è dotato di una rivista fuori dal coro, Dionysos. Sulle sue pagine si discetta, oltre ogni dogmatismo, di un modo di creare capace di ricongiungere Avanguardia e Tradizione.  Tale intento lo si evince anche dall’ultima comune fatica dei due autori, I misteri di Dioniso. Antico futuro come Immaginario, Mistica ed Eros, nelle librerie per i tipi di Solfanelli (per ordini: 335/6499393, edizionisolfanelli@yahoo.it, pp. 123, euro 11,00).
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  • patanjali e lo yoga 166846

  • Eliade e lo Yoga
  • Un volume chiarificatore
  • di
  • Giovanni Sessa
  • Nella vastissima produzione di ambito storico religioso di Mircea Eliade si distinguono significativi testi di contenuto indologico, tra essi ben quattro sono dedicati alla discussione e alla presentazione del darçana Yoga.  Il primo di questi volumi è la revisione della tesi di dottorato che l’intellettuale romeno discusse nel 1933 a Bucarest.  Il testo successivo, Tecniche dello Yoga, del 1948, animò, a seguito della sua pubblicazione in Italia, uno stimolante dibattito che vide coinvolti Eliade ed Ernesto De Martino.  Lo Yoga. Immortalità e libertà, uscì in Francia nel 1954: senza ombra di dubbio è il lavoro più organico e di maggior spessore prodotto in tema dallo storico transilvano.  Meno noto è il volume, Patañjali e lo Yoga, pubblicato per la prima volta nel 1962, il cui titolo rimanda al mitico estensore degli Yogasutra.  E’ da poco nelle librerie per le edizioni Mediterranee la seconda edizione italiana di quest’opera, con prefazione di Horia Corneliu Cicortaş (per ordini: 06/3235433, ordinipv@edizionimediterranee.net,  pp.158,  euro 22,50).   Il volume è impreziosito da un’ampia bibliografia.
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  • DellAcqua Donà

  • Dell’Acqua o del Principio
  • La filosofia degli elementi di
  • Massimo Donà
  • di
  • Giovanni Sessa

  •  La filosofia, fin dal suo sorgere, si è confrontata con il problema dell’arché e con gli elementi. Aristotele, tra i primi, nel De Anima, si lagnò del fatto che i suoi illustri predecessori, dei quattro stoicheia, avessero trascurato la Terra, dato il suo essere ricettacolo delle determinazioni materiali.  La filosofia del Novecento ha conosciuto un vivace ritorno del dibattito attorno agli elementi. Si pensi solo a Carl Schmitt con il suo Terra e mare, oppure alla rivista Antaios di Jünger ed Eliade che, fin nella titolazione, richiama il mito di Anteo, personaggio che traeva la sua forza dal rapporto con il mondo tellurico.  In quest’ultimo periodo uno dei filosofi italiani più noti e fuori dal coro dell’‘accademicamente corretto’, Massimo Donà, ha arricchito la sua vasta produzione teoretica di un ‘volumetto’ (il vezzeggiativo si riferisce esclusivamente al numero di pagine), che in realtà è una sorta di presentazione in vitro di alcuni aspetti cruciali della sua speculazione. Si tratta di Dell’acqua, edito da La nave di Teseo (pp. 89, euro 11,00).
 
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  • LA NOSTRA VIA

  • I REDUCI DEL SECOLO BREVE 
  • di
  • Teodoro Klitsche de la Grange

  • Non è ben chiaro dove Zingaretti porterà il PD: a quanto sembra il richiamo al “vecchio” rispetto alla rottamazione renziana non è da sottovalutare. L’elezione di Landini e la manifestazione di Sala a Milano possono (forse) rafforzare l’intenzione di percorrere questa strada. L’apertura a Calenda (immediatamente rispedita al mittente) meno. Tuttavia la capacità di tenere insieme diverse declinazioni di una concezione politica (e non solo) è, in politica, una risorsa, ossia virtù, scriverebbe Machiavelli; onde non è escluso che il nuovo segretario del PD ambisca a realizzarla. Anche se operazioni del genere comportano il rischio dell’instabilità: lo sa bene - da ultimo – Prodi che costruendo una coalizione ampia ma eterogenea si trovò sfrattato più volte; addirittura in un’occasione da Turigliatto.
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  • dadi sepolcri small

  • Bachofen, la morte, i dadi, le mani.  
  • di
  • Giovanni Damiano

  •                                                                                                                               “Conosco bene la scienza dei commiati”
  •                                                                                                           (Osip Mandel’štam)
  • Nell’oggi, dominato da un narcisismo parossistico, solo alla morte si chiede riserbo e discrezione. Bisogna morire comme il faut, senza infastidire oltremisura i vivi. E così, la morte, espunta dal vivere quotidiano, o relegata ai suoi margini, rinchiusa nel ‘padiglione cancro’ (Gottfried Benn, ciclo di Morgue), diventa onnipresente solo nel mondo disincarnato, astratto, della rete, trasformata in improbabile cimitero virtuale. Perciò continua a fare scandalo il suicida, la cui morte sfrontata, impudica, di chi s’impicca en plein air, o si getta da un ponte o tra le rotaie della metro, non cessa di disturbare.

 

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  • il sole piumato libro 58940

  • Il Sole piumato di Schuon
  • Un’opera sulla Tradizione Pellerossa
  • di
  • Giovanni Sessa
  • La visione del mondo propria dei popoli Pellerossa delle praterie dell’America del Nord è diametralmente altra dal senso comune realizzato dalla modernità e dalla post-modernità. Guardare ai riti, ai miti di quei popoli, presentatati come barbari e selvaggi da troppe pagine della letteratura e da innumerevoli «capolavori» della cinematografia statunitense, può essere attività spiritualmente ristoratrice. Per tale ragione presentiamo un libro indispensabile per avere acconcio accesso al mondo valoriale di quei nobili guerrieri. Ci riferiamo al testo di Frithjof Schuon, Il sole piumato. Religione e arte degli Indiani delle praterie, che compare nel catalogo delle Edizioni Mediterranee (per ordini: 06/3235433, ordinipv@edizionimediterranne.net, pp.186, euro 29,95).

 

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  • Zolla

  • Elémire Zolla e la Sapienza indiana
  • Le tre Vie sovrumane dell’India
  •  di
  • Giovanni Sessa
  • (uscito su ERETICAMENTE.NET)

  •  
  • Elémire Zolla ha svolto un ruolo rilevante nella cultura del secolo XX, tanto nell’ambito della critica sociale quanto in quello della storia delle idee. Ha attraversato e presentato a beneficio del lettore contemporaneo, culture inusitate, saperi antichi, sentieri di realizzazione spirituale, alla luce di un apparto erudito unico nel suo genere, e di una capacità di comparazione storica e spirituale fondata sua una conoscenza a tutto tondo della simbologia universale. Senz’altro meritoria è l’azione editoriale della Marsilio, mirata alla pubblicazione dell’ opera omnia di Zolla, per la cura di Grazia Marchianò. E’ da poco nelle librerie un volume sintetico dello studioso, ma assai denso sotto il profilo concettuale, oltre che ricco dal punto di vista esperienziale, dalle cui pagine è possibile evincere il senso ultimo della Sapienza dell’India. Ci riferiamo a, Le tre vie. Soluzioni sovrumane in terra indiana, apparso da poco nel catalogo dell’editore veneziano (pp. 102, euro 13,00).
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  • Trame nascoste copertina

  • Giorgio Colli e la Sapienza
  • Uno studio sulla filosofia dell’espressione
  • di
  • Giovanni Sessa
  • (uscito su ERETICAMENTE.NET)

  • Giorgio Colli ha vissuto e pensato in aristocratica solitudine. La sua presenza nell’accademia italiana è stata casuale e marginale e il suo nobile magistero, in una società delle lettere che negli anni Settanta era egemonizzata da marxismo e strutturalismo, poté essere esercitato solo nei confronti di sparute schiere di giovani sensibili a parole moleste per l’orecchio moderno. La sua indefessa attività editoriale, sviluppatasi fin dal 1957 per la Boringhieri, con la creazione dell’Enciclopedia di autori classici, può essere considerata azione politica in senso alto.  Essa proseguì con la monumentale realizzazione dell’edizione critica delle opere di Nietzsche, uscita in traduzione italiana per Adelphi, con la collaborazione di Mazzino Montinari, uno dei primi allievi incontrati sui banchi del Liceo Machiavelli di Lucca. Attività paideutica, quella di Colli, perseguita quale terapia e diagnosi del nosos, della malattia moderna, attraverso la creazione di una cellula sana di giovani intelligenze critiche.  L’importanza di Colli, della sua filosofia, la si evince dalla lettura di un recente volume. Si tratta della raccolta degli Atti del Convegno di studi tenutosi a Genova il 13 e il 14 Aprile 2017, uscita per i tipi di AkropolisLibri con il titolo, Trame nascoste. Studi su Giorgio Colli, per la cura di Clemente Tafuri e David Beronio (per ordini: info@teatroakropolis.com, pp. 721, euro 35,00).
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  • LUniversale

  • Attualità di Berto Ricci
  • Una nuova antologia de “L’Universale”
  • di
  • Giovanni Sessa
  • Quintiliano sosteneva che si insegna con gli exempla, con il retto comportamento, più che con le parole e gli scritti. Aveva ragione. La generazione dei millennial, deprivata ad un tempo di memoria storica e di apertura utopica sul futuro ha, come proprio modello antropologico, il «consumatore assoluto».  Eppure, oggi, molti avvertono la necessità di individuare punti di riferimento diversi da quelli prevalenti.  Lo ricorda in una interessante prefazione ad un recente volume, Michele de Feudis. Si tratta di Berto Ricci, “L’Universale”. Contributi per un’atmosfera, da poco comparso nel catalogo di OAKS editrice (per ordini: info@oakseditrice.it, pp. 212, euro 18,00).

 

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  • tradizione demitizzare la modernità

  • Tradizione
  • Giovanni Sessa e la demitizzazione della modernità
  • di
  • Giacomo Rossi
  •  
  • Viviamo ormai da troppo tempo sotto il segno della crisi.  E’ passato un secolo dalla pubblicazione del Tramonto dell’Occidente di Spengler, l’Europa usciva disastrata dal primo conflitto mondiale. Il cuore della storia cominciò a battere sulle coste dell’Atlantico, motore propulsore degli eventi umani divennero gli USA. Per rispondere alla propria decadenza gli europei misero in campo la reazione fascista. Lo stato presente delle cose vede un’accelerazione senza precedenti della crisi. Essa non è più solo economico-sociale, politica, ma investe la dimensione spirituale ed esistenziale di tutti noi. La stessa sopravvivenza della Civiltà è in gioco, ogni forma di identità, perfino di genere, è negata dal diffondersi del mondialismo globalista. Come uscire da una situazione siffatta? Con quali riferimenti ideali e culturali? A tali quesiti cerca di dare una risposta un recente volume di Giovanni Sessa, Tradizione. Demitizzare la modernità, edito da Historica nella collana ‘I libri di Nazione Futura’ (per ordini: info@nazionefutura.it, pp. 129, euro 13,00).

 

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                                   Maurras


  • Maurras e l’avvenire dell’intelligenza
  • Un pamphlet attualissimo
  • di
  • Giovanni Sessa

  •  
  • Ernst Nolte, nella notissima definizione idealtipica dei fascismi europei, individuò nell’Action Française di Charles Maurras, il volto cattolico, monarchico, propugnatore del ritorno ad un’età organica, medioevaleggiante, come nel modello indicato da Comte, della destra europea all’inizio del XX secolo.   Maurras, oltre che politico apprezzato, fu intellettuale raffinato, penna sublime, tanto che Marcel Proust sostenne pubblicamente che lo scrittore godeva della sua massima riconoscenza ed ammirazione, in quanto: «mi offre nei suoi libri le gioie infinite di un tempo».  Il tempo felice cui l’autore della Recherche allude, coincide con l’età pre-rivoluzionaria.  Allora la nobiltà aveva contezza di se stessa e reggeva le sorti politiche del paese ‘luigino’, quale vertice della società tripartita. Nella poliedrica produzione maurrassiana, spicca, per arguzia critica ed estrema attualità, un pamphlet, pubblicato per la prima volta nel 1905, L’avvenire dell’intelligenza, da poco edito, in seconda edizione, dalla OAKS (per ordini: info@oakseditrice.it, pp. 116, euro 12,00). Questa nuova edizione è arricchita dalla Prefazione di Andrea Tremaglia e dall’Introduzione di Sebastiano Caputo.
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  • Leopardi

  • Leopardi pensatore della crisi
  • Un pensiero sospeso tra illusione e nulla
  • di
  • Giovanni Sessa
  • Giacomo Leopardi ha rappresentato, con le sue opere, un segno evidente del passaggio dalla poesia pura e dalla speculazione teorica propriamente detta, ad un sapere di natura diversa, dal tratto profetico, atto a recuperare ciò che Heidegger ha definito la pietas del pensiero. La sua produzione, come del resto quella di Hölderlin, è pensiero poetante, fotografico, nel senso etimologico del termine, è scrittura di luce, che pur nei luoghi teoretici in cui, almeno formalmente, sembra aderire ai giudizi della ratio, li travalica rinviando ad un oltre esperito sentimentalmente. Fin dagli anni Novanta, la vulgata esegetica inerente il grande genio italico, è stata sottoposta a revisione dalle letture eminentemente filosofiche, sia pure divergenti tra loro, di Severino, Givone, Galimberti e Donà.   In tale filone interpretativo va inserito anche Mario Elisei che, nella sua ultima fatica, Il no disperato, da poco edito da Liberilibri (per ordini: ama@liberilibri.it, 0733/231750, pp. 136, euro 13,00), avanza un’esegesi interessante del pensiero leopardiano.
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  • Buco nero

  • I ricchi sono sempre più ricchi
  • di
  • Gabriele Sabetta
  •   da:   (https://www.lintellettualedissidente.it/cartucce/ricchezza-capitalismo-zucman/)
  • Un rapporto sulla distribuzione della ricchezza pubblicato dal professor Gabriel Zucman della University of California/Berkeley rimarca la principale tendenza della crisi economica che imperversa da oltre un decennio.  La ristretta cerchia di coloro i quali hanno beneficiato del tripudio speculativo che ha provocato la catastrofe ha visto incrementare le proprie sostanze ad un ritmo ancor più veloce di prima, mentre il resto della popolazione ha affrontato un preoccupante declino. 
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  • Volpe

  • Volpe e la religione della nazione
  • L’Italia tra le due guerre
  • di
  • Giovanni Sessa

  • Gioacchino Volpe, tra gli intellettuali che affiancarono il fascismo, è stato certamente il primo ad ottenere riconoscimenti significativi della propria grandezza di studioso. Fu apprezzato da Gramsci, che rintracciò, nella lezione esegetica dello studioso, il merito di collocare il processo storico risorgimentale nel contesto europeo, oltre che di rinvenirne le radici culturali tra il X e l’XI secolo, nel Medioevo, originario oggetto di studio di Volpe.  Alla sua morte, avvenuta il 1 ottobre 1971, sulle colonne del settimanale L’Espresso, comparve un articolo di Giuseppe Galasso, nel quale si rendeva allo storico l’onore delle armi accademiche.  Lo ricorda, nella prefazione ad un libro di Volpe edito recentemente dalla OAKS, L’Italia tra le due guerre, Gennaro Malgieri, curatore del volume (per ordini: info@oakseditrice.it, pp. 303, euro 20,00).    Il libro raccoglie testi esegetici che lo storico scrisse a partire dagli anni concitati che precedettero il primo conflitto mondiale, fino alla conquista del potere da parte del fascismo e al consolidarsi del suo apparato statuale.
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  • teoria pratica avanguardia

  • Evola e l’arte
  • Scritti sull’arte e opere pittorico-poetiche del filosofo in un solo volume
  • di
  • Giovanni Sessa
  • Da decenni le benemerite edizioni Mediterranee si stanno prodigando nel dare alle stampe l’opera omnia di Evola.  I loro volumi, impeccabili nella curatela di Gianfranco de Turris, hanno consentito, a più di una generazione di lettori, un accesso privilegiato al pensiero evoliano.  Momento saliente di tale sforzo lo si è registrato con la recente pubblicazione del volume, Teoria e pratica dell’arte d’avanguardia. Manifesti, Poesie, Lettere, Pittura (per ordini: ordinipv@edizionimediterranee.net; 06/3235433, pp. 473, euro 45,00).
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  • nostalgia degli dei
  •  
    La nostalgia degli dei
  •  Marcello Veneziani e il pensiero vivente
  •  di
  • Giovanni Sessa
  • Viviamo in un’epoca di «acque basse».   La nostra vita è costretta a dipanarsi nell’angusto orizzonte segnato dal domino universale della merce, della produzione, del consumo. Siamo «consumatori consumati» che hanno nel soddisfacimento narcisistico dei desideri, il più delle volte eterodiretti, lo scopo del vivere. Tutto ciò, per quanti non si riconoscano nel tipo dell’uomo senza Tradizione, protagonista indiscusso sulla scena del mondo, non deve essere motivo di sconforto.  Quando il pericolo è estremo, maggiori sono le possibilità di un Nuovo Inizio.  Tale tema è, ab origine, al centro della produzione teorica di Marcello Veneziani ed è il file rouge che muove le pagine del suo ultimo libro, Nostalgia degli dei. Una visione del mondo in dieci idee, nelle librerie per i tipi della Marsilio (pp. 301, euro 18,00).
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  • 41c8z3wtN3L. AC US218
    Antonio Pilati,
  • La catastrofe delle élite
  • (Edizione Guerini e Associati, Milano 208, pp. 143, € 17,50)
    • recensione di
    • Teodoro Klitsche de la Grange

 

  • Dopo un silenzio durevole quanto innaturale, seguito da svalutazioni stizzose (tutt’altro che esaurite) da parte delle élite in via di detronizzazione dopo il 4 marzo (le “idi di marzo” – anticipate rispetto al calendario romano – della seconda repubblica), la letteratura sul populismo e sul sovranismo ha avuto un’impennata spettacolare, proporzionale alla pluriennale compressione del dibattito su tale svolta storica. Di libri che ne parlano, e spesso, come questo, nel senso non di giudicarli rispetto a idee e valori, ma Wertfrei in ossequio al “fattuale”, ne escono non meno di uno a settimana. Al punto che, a leggerli tutti, sarebbe necessario di fare di un interesse una professione: quella di populologo o sovranologo (variante sovranosofo). Dato che non ho tempo di diventarlo, cerco di recensirne qualcuno. A questo attento saggio di Pilati mi è venuto in mente che potrebbe essergli assegnato il premio “eterogenesi dei fini” per l’importanza – tutt’altro che esagerata – data a tale costante delle vicende umane rispetto agli altri saggi in circolazione.

 

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  • Uno, nessuno, centomila... Pessoa
  • di
  • Gabriele Sabetta
    • Pubblicato su L’Intellettuale Dissidente l’8 febbraio 2019 
    • https://www.lintellettualedissidente.it/letteratura-2/uno-nessuno-centomila-fernando-pessoa/
  • Non si arriva mai in fondo ad un autore come Fernando Pessoa. Dopo averlo cercato nelle poesie, lo inseguiamo nella prosa, ma non lo troviamo da nessuna parte. La verità è che lo incontriamo ovunque e in nessun luogo, allo stesso tempo.  Per alcuni, la funzione dello scrivere consiste in un’appassionata discesa nel sé; Pessoa si avventurò nella direzione opposta, usando i suoi eteronimi – galassia di autori fittizi o pseudonimi i quali, nonostante la dimensione immaginaria, possiedono una propria personalità – come mezzo di fuga, sostenendo che in quel gruppo di personaggi era proprio lui il meno reale e comprensibile.   Questo il Pessoa noto al pubblico.  Ma ve n’è un altro, calato nel contesto politico e sociale della sua epoca, frammentario, mordace e sarcastico, brillante analista, che l’editore Bietti ci ripresenta nella seconda edizione italiana della raccolta “Politica e Profezie – Appunti e Frammenti (1910-1935)”, in cui è contenuta una parte dell’immensa mole di scritti, per lo più non ancora dati alle stampe, che l’autore lusitano produsse nell’ultimo trentennio della sua vita.    
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  • Vulgarity
  • "IL PRIMO RE"
  • tra sacro e violenza
  • di
  • Teodoro Klitsche de la Grange
  • Secondo una concezione, per lo più condivisa, e che ripetiamo da Vico, il mito è considerato una forma autonoma di manifestazione di pensiero e regole di condotta, adatta a un determinato stadio (“giovanile”) della vita di un popolo. Quindi è - o può essere - verità, ma espressa poeticamente e fantasticamente.    Il mito rivela regole, direttive, norme di varia natura. Anche il mito della fondazione di Roma.
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  • Pico della Mirandola Giovanni
  • HOMINES:
  • Giovanni Pico della Mirandola  
  • di 
  • Gabriele Sabetta
     (pubblicato su: L'intellettuale dissidente, 15.01.19
  • https://www.lintellettualedissidente.it/homines/giovanni-pico-della-mirandola/)
  •  
  • Il più grande genio del Rinascimento italiano. Durante la sua breve vita lottò strenuamente per realizzare la concordia filosofica, al fine di ricomporre le lacerazioni che già presagivano i successivi due secoli di guerre religiose. La sua precoce dipartita richiama alla mente la massima del poeta Menandro: “Muore giovane colui che è caro agli dèi”.   La sera del 29 maggio 1453, dopo una giornata di aspri combattimenti e violenze di ogni genere, iniziò a diffondersi in Europa una notizia spaventosa: Costantinopoli era caduta per mano dei feroci turchi musulmani. Scrivendo al cardinale Niccolò di Kues (il famoso “Cusano”), Enea Silvio Piccolomini – segretario dell’imperatore germanico Federico III e futuro papa col nome di Pio II – temeva per la definitiva scomparsa della cultura classica: “Fino ad oggi, era rimasto a Costantinopoli il ricordo vivo dell’antica sapienza e, come se in essa vi fosse la dimora delle lettere, nessuno dei latini poteva apparire sufficientemente istruito se non avesse studiato per un certo periodo di tempo a Costantinopoli. Quella fama che aveva avuto Atene come sede del sapere al tempo di Roma, l’aveva avuta Costantinopoli al nostro tempo. Di lì ci venne ridato Platone, di lì Aristotele, Demostene, Senofonte, Tucidide, Basilio, Dionigi, Origene – e molte opere di altri sono state svelate ai latini ai giorni nostri, molte altre speravamo che ci sarebbero state svelate in futuro. Ma ora, con la vittoria dei turchi, che hanno conquistato tutto ciò che possedeva la potenza bizantina, credo che sia la fine per le lettere greche…”. Lo stesso autore della missiva avrebbe pensato, il 19 agosto 1458, quando si trattò di scegliere il nome da pontefice, a Virgilio e al suo eroe (“Sum pius Aeneas – fama super aethera notus”) – e non al santo predecessore Pio I – ribandendo la propria fedeltà agli studia humanitatis.

 

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  • Calasso

  • Geroglifici ed emetismo di Sir Thomas Browne
  • L’ultimo libro di
  • Roberto Calasso
  • di
  • Giovanni Sessa
  •  
  • Quella di Roberto Calasso, direttore editoriale dell’Adelphi, è un’opera in corso che finora vanta nove parti. Opera erudita che, essendo stata pensata nietzschianamente, per tutti e per nessuno, non aveva ancora pienamente ri-velato il suo da-dove e, soprattutto, il suo per-dove. Al termine della lettura dell’ultima fatica dell’autore, pensiamo di poter sostenere che sia possibile individuare l’effettivo ubi consistam della sua visione del mondo. I geroglifici di Sir Thomas Browne, da poco comparso nel catalogo Adelphi (pp. 188, euro 20,00), è un libro, in questo senso, chiarificatore. Si tratta della tesi di laurea che Calasso discusse alla Sapienza di Roma nel 1965. Il testo è stato aggiornato e ampliato dall’aggiunta di un saggio. Calasso discute la vita e le opere di Sir Thomas Browne, scrittore nel quale: «la medicina e la teologia, l’erudizione antiquaria, la scienza naturale e il simbolismo ermetico si compongono in un solo discorso dalle molteplici e divergenti articolazioni» (p. 13).

 

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  • Donà

  • Un pensiero sublime
  • L'attualismo
  • Massimo Donà a confronto con Giovanni Gentile
  • di
  • Giovanni Sessa
  •  
  • Giovanni Gentile è stato un pensatore cruciale del Novecento. La rimozione del suo nome e, soprattutto, della sua filosofia, dal dibattito contemporaneo, rendono evidente la povertà teoretica contemporanea. Eppure, a guardar bene, tale rimozione, è stata determinata più da ragioni storico-politiche (la fedeltà del filosofo al fascismo), che non dalle sue posizioni teoriche. In un’epoca come l’attuale, pertanto, nella quale il cleavage politico non passa più dalla contrapposizione destra/sinistra, né tantomeno dovrebbe passare da quella antifascismo/anticomunismo, c’è da augurarsi che si torni a parlare di attualismo.  Perché ciò accada è necessario incontrare il gentilianesimo nella sua valenza di proposta teoretica. Questa è la via di approccio tentata, tra i pochi, da Massimo Donà in, Un pensiero sublime. Saggi su Giovanni Gentile, da poco comparso nei cataloghi della inSchibboleth edizioni (per ordini: info@inschibbolethedizioni.com, pp. 183, euro 22,00).

 

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  • Pessoa

  • Gli scritti politici di Pessoa
  • Il fascismo visionario e utopico dello scrittore portoghese
  • di
  • Giovanni Sessa
  • Fernando Pessoa è uno dei grandi nomi della letteratura del Novecento. Della sua eteronimia, dello stile centrato sul frammento sono stati scritti, dopo il ritrovamento dei manoscritti inediti nel «baule delle meraviglie», centinaia di volumi.  I critici hanno però trascurato i saggi di carattere politico del pensatore lusitano, in particolare in Italia. La cosa non è stata casuale: queste opere attestano ineluttabilmente che Pessoa va ascritto alla consistente pattuglia degli intellettuali europei che, tra le due guerre, subirono la «fascinazione fascista».   Lo conferma la recente pubblicazione di, Politica e profezia. Appunti e frammenti 1910-1935, ad opera della Bietti editrice per la cura di Brunello De Cusatis (per ordini: 02/29528929, euro 24,00, pp. 376).
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 ungheria

  • Costituzione ungherese
  • e stato di diritto  
  • di 
  • Teodoro Klitsche de la Grange
  • La costituzione già vigente in Ungheria, prima dell’attuale (ossia quella adottata nel 1949 ampiamente modificata dopo il crollo del regime comunista) grazie anche agli interventi della Corte costituzionale, era stata adattata alla nuova situazione politica.  Dal 2012 è entrata in vigore la nuova Costituzione. Il testo è suddiviso in tre parti, con numerazione diversa: gli articoli della prima parte sui “principi fondamentali” sono segnati da una lettera (da A a T); la seconda parte sui diritti e doveri (intitolata Libertà e responsabilità) porta numeri romani (da I a XXXI); e, infine, la terza parte sull’organizzazione dello stato ha numeri arabi (da 1 a 54). 
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  • Terra sacra

  • Terra Sacra
  • di
  • Arthur Versluis  
  • La religione cosmica degli Indiani d’America
  • di
  • Giovanni Sessa
  • La decadenza nei suoi molteplici aspetti, è ben noto agli studiosi del pensiero di Tradizione, è il risultato dell’oblio dell’origine e del principio. Non tutto viene per nuocere! Anche all’antitradizione va ascritto, comunque, un ruolo. Essa ha determinato, per reazione al diffondersi della desacralizzazione del mondo: «la riscoperta, lo studio […] e (talora) la fruizione ‘operativa’ dei tesori sapienziali presenti nei ‘vasi d’argilla’ delle varie tradizioni religiose autentiche».  Lo ricorda Marco Toti nella introduzione (p. 17) ad un volume apparso di recente nel catalogo delle Edizioni Mediterranee. Si tratta dello studio di Arthur Versluis, docente di mitologia e scrittura al College of Arts & Letters della Michigan State University, Terra sacra. Religione e natura degli Indiani d’America, (per ordini: 06/3235433, ordinipv@edizionimediterranee.net, euro 12,90, pp. 194). Ha ragione Toti: il solidificarsi della vita ha acuito la sensibilità spirituale di una minoranza accorta di studiosi che si è occupata anche delle meno note tradizioni spirituali del mondo.
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  • Equilibri precari

  • “Equilibri precari”
  • di
  • Angela Flori
  • Vita precaria:  I rapporti umani nell’età del precariato universale
  • di
  • Giovanni Sessa
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  • Stato di crisi, espressione di conio sociologico, indica in modo compiuto il senso del nostro esistere, del nostro, in senso etimologico, stare fuori, senza conoscere il nostro da dove né, tantomeno, il nostro per dove. La crisi da sempre ha connotato di sé l’essere al mondo: la vita è, per statuto ontologico, faticosa. Oggi lo è certamente in modo eclatante. Viviamo un’età senza certezze, riferimenti saldi, sia sotto il profilo esistenziale che comunitario. Tale è la ‘malattia’ del tempo in cui ci è dato vivere, la post-modernità.  I nostri, per dirla con Bauman, sono anni liquidi, prodotto delle nuove modalità produttive del capitalismo cognitivo e transnazionale. In epoche siffatte, la letteratura e il pensiero sono chiamati a svolgere un ruolo essenziale: registrare sismograficamente i movimenti tellurici che animano, dall’interno, il presente, per rintracciarvi, non solo le cause che li hanno determinati, ma anche eventuali uscite di sicurezza.   A tale compito risponde un volume di recente pubblicazione di cui è autrice Angela Flori, Equilibri precari, da poco nelle librerie per i tipi de il seme bianco (per ordini: info@ilsemebianco.it, euro 13,90, pp. 139).
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  • Evola Eliade
  • Evola  ed  Eliade
  • Le ragioni di un'amicizia mancata
  • di
  • Giovanni Sessa
  • Una recente pubblicazione della Fondazione Evola, Lettere a Mircea Eliade, edita da Pagine Editore (per ordini: 06/45468600, euro 13,00, pp. 114), consente di fare il punto sui rapporti intercorsi tra Julius Evola e lo storico delle religioni Eliade. Il volume raccoglie ventiquattro lettere del filosofo italiano allo studioso romeno, scritte tra il 1930 e il 1962, e comprende due lettere di Paolo Boringhieri ad Eliade. Rispetto alla precedente edizione del 2011, sono state aggiunte otto missive rintracciate da Liviu Bordaş presso l’archivio Mircea Eliade Papers della Regenstein Library di Chicago. Claudio Mutti, curatore del volume, ricorda che il materiale raccolto permette un’effettiva contestualizzazione della relazioni tra i due pensatori, soprattutto per quanto attiene agli anni Cinquanta.
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  • Spann

  • OLTRE  IL  FASCISMO
  • Gli scritti economici di Othmar Spann
  • di
  • Giovanni Sessa
  •  
  • Compito della politica è porre «in forma» il mondo. Passo preliminare, al fine di conseguire tale obiettivo, stante la lezione di Carl Schmitt, è l’individuazione del nemico. Chi voglia porsi, nell’agone sociale contemporaneo, a tutela delle identità culturali, spirituali ed etniche dei popoli d’Europa, non può avere dubbio alcuno in merito a tale identificazione. Il nemico è rappresentato dal capitalismo finanziario, transnazionale, che ha espropriato i popoli della stessa sovranità politica, attualmente esercitata dalla governance, che sta surrogando, dall’interno, le democrazie rappresentative. La cosa era chiara, fin dagli anni Trenta a molti autori della Rivoluzione conservatrice. Questi colsero nello sradicamento identitario e nell’atomizzazione sociale l’esito del modo di produrre capitalistico e della rivoluzione industriale. Tra i rivoluzionario-conservatori, un ruolo significativo ha svolto l’austriaco Othmar Spann. Lo ricorda Francesco Ingravalle nell’informata e contestualizzante prefazione alla nuova edizione italiana di un importante lavoro del filosofo viennese, Breve storia delle teorie economiche, da poco pubblicato da OAKS editrice (per ordini: info@oakseditrice.it, euro 22,00, pp. 330).

 

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  • Benjamin

  • Walter Benjamin e la filosofia del ’900
  • La nuova edizione di
  • ‘Origine del dramma barocco tedesco’
  • di
  • Giovanni Sessa
  • Uno strano destino è stato riservato all’opera di Walter Benjamin. Le riviste patinate dell’intellettualmente corretto si occupano da tempo di lui, mentre nei salotti buoni dell’editoria italiana ed europea il suo nome, non solo è spendibile e non ostracizzato ma, per taluni, è una sorta di nume tutelare. Eppure, quanti hanno letto davvero Benjamin? E, soprattutto, quanti hanno capito il senso, rilevantissimo, della sua opera?  Domande alle quali è possibile dare, senza tema di essere smentiti, una risposta certa: pochi, per ragioni diverse. Innanzitutto, per il tratto aforistico-erudito della sua prosa, ma anche per l’esplicita estraneità che il suo pensare mostra rispetto alla filosofia che ha prevalso nell’agone teoretico del Novecento. La straordinarietà e la crucialità della filosofia benjaminiana emergono con evidenza dalle pagine di una delle sue opere capitali, apparsa da poco nelle librerie in una nuova edizione. Ci riferiamo a, Origine del dramma barocco tedesco, curato e tradotto da Alice Barale, pubblicato da Carocci editore (euro 43,00). Il testo è impreziosito dalla prefazione di Fabrizio Desideri e da un saggio introduttivo, contestualizzante il lavoro, della stessa Barale, oltre che da una serie di documenti che facilitano la comprensione dell’opera e la sua complessa gestazione.
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  • Filosofia dei Beatles

  • I Beatles e la filosofia
  • La verità della musica
  • di
  • Giovanni Sessa
  • Ci sono epoche della storia in cui il vento del cambiamento si impone agli uomini. Il Novecento è stato un secolo di grandi speranze, ma anche di immani tragedie. Per due volte l’idea della realizzazione di una vita piena e persuasa, fece irruzione tra gli uomini, creando sconcerto e diffondendo un afflato utopico inusuale. Ciò avvenne nei primi decenni del «secolo breve», con l’affermarsi delle avanguardie, il cui momento apicale si dette nella musica grazie alle innovazioni introdotte da Schonberg, Stravinsky, Bartok e Satie, e all’inizio degli anni Sessanta, quando comparvero, dapprima sulla scena inglese e poi internazionale, i Beatles, i quattro favolosi ragazzi di Liverpool. La loro musica, ancor oggi, è icona di istanze di cambiamento: personale e politico ad un tempo e centrato sulla costruzione di un nuovo sguardo sul mondo. A ricordarcelo è Massimo Donà nel suo ultimo lavoro, La filosofia dei Beatles, nelle librerie per Mimesis (per ordini: mimesis@mimesisedizioni.it, 02/24861657, euro 10,00). Il volume, peraltro, è impreziosito da tavole dipinte dall’autore.
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  • Cioran Itinerari

  • Itinerari non opere
  • I sentieri interrotti di Cioran
  • di
  • Giovanni Sessa
  • Emil Cioran. A questo nome, nei salotti dell’intelligencija europea, si associano definizioni che, per la loro ripetitività, stanno diventando scontate. Scrittore elegante, cantore del nulla, intellettuale isolato. Ma Cioran fu uomo, oltre che pensatore, che i cliché ideologici non possono descrivere nella sua reale essenza. Anzi, di fronte a lui o alla sua opera, i criteri definitori devono essere evitati. Un inclassificabile. D’accordo, ma un inclassificabile che fa pensare. Pochi, infatti, tra i creatori del Novecento, possono vantare la radicalità dell’intellettuale romeno e la sua profondità di visione. Un recente volume aiuta a decodificare i tratti peculiari della sua umanità e della sua visione del mondo. Mi riferisco al prezioso lavoro di Gabriel Liiceanu, Emil Cioran. Itinerari di una vita. L’Apocalisse secondo Cioran (per ordini: mimesisi@mimesisedizioni.it, euro 15,00), volume curato da Antonio Di Gennaro che, in Appendice, presenta l’ultima intervista filmata rilasciata dallo scrittore e quella alla sua compagna, Simone Boué.
  •  
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  • Studi Evoliani 2017

  • Studi Evoliani 2017
  • Numero speciale dell’annuario della Fondazione Evola
  • di
  • Giacomo Rossi
  •  
  • Anche quest’anno Studi Evoliani è giunto regolarmente in libreria. Questo numero dell’Annuario della Fondazione Evola, pubblicato, more solito, in collaborazione con le edizioni Arktos, è davvero molto ricco di materiali, di documenti inediti, di testimonianze di prima mano, riguardanti momenti significativi della vita del filosofo, così come aspetti poco studiati del suo pensiero (per ordini: info@edizioniarktos.it, euro 22,00).
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  • Bergier Elogio del fantastico

  • Il realismo fantastico
  • di Jacques Bergier
  •   di
  • Gabriele Sabetta
  •  (da: L'Intellettuale Dissidente)

  • Io non sono una leggenda: questo è il bizzarro titolo dell’autobiografia che Jacques Bergier scrisse nel 1977, poco prima di morire. Nonostante i numerosi aneddoti, questa lettura trasmette una curiosa sensazione di incompletezza: del resto, è noto che il personaggio aveva giocato l’intera sua esistenza sull’ambiguità di numerose “vite parallele”.  Bergier non è certo rinomato nell’Italia odierna, sebbene sia stato co-autore, assieme a Louis Pauwels, de “Il mattino dei maghi” (1960), che all’epoca suscitò non poco clamore. L’occasione per riaccendere i riflettori su questo curioso protagonista del XX secolo è la recente pubblicazione di una sua opera per i tipi de Il Palindromo, con il titolo “Elogio del fantastico” – curata e tradotta da Andrea Scarabelli.
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  • 41545 merritt il vascello di ishtar il palindromo 2018
  • Il vascello di Ishtar
  • Fantascienza e mito
  • di
  • Giovanni Sessa
  • (da: Ereticamente.net)
  •  
  • Il nostro tempo è tragicamente appiattito sulla visione razional-utilitarista della vita, incapace di produrre significativi exempla su cui gli uomini della nostra generazione e di quelle successive, possano costruire sensatamente le loro vite. Da ciò, il diffuso malessere esistenziale dei nostri giorni che, in casi estremi, non così rari come si potrebbe credere, induce patologie neuro-psichiatriche.   Le  nostre esistenze sono state deprivate dalla ratio illuminista dello slancio creativo, della dimensione del sogno e, soprattutto, della memoria storica e della tradizione condivisa, sulle quali hanno potuto far conto, per orizzontarsi nel labirinto della vita, i nostri antenati.   Col fallimento del progetto illuminista, nella post-modernità liquida, questa mancanza la si avverte in modo ancora più acuto. E’ necessario, pertanto, reintrodurre il mito nel nostro vissuto. Una funzione di questo tipo, ha svolto, fin dalle sue prime produzioni, il genere letterario della fantascienza. Lo dimostra un volume  uscito in prima edizione nel 1924, quasi un secolo fa, recentemente riapparso nelle librerie italiane.   Si tratta de, Il vascello di Ishtar, di Abraham Merritt, edito da il Palindromo (per ordini: info@ilpalindromo.it, euro 26,00). Il libro è corredato dall’introduzione di Gianfranco de Turris e Sebastiano Fusco, due dei maggiori esperti di science fiction nel nostro paese, da un saggio di Andrea Scarabelli, da una nota biografica sull’autore di Maria Ceraso, nonché dalle bellissime illustrazioni di Virgil Finlay.

 

 

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  • Copertina Rougier
     
  • Louis Rougier
  • e la fine della democrazia
  •  di
  • Teodoro Klitsche de la Grange
  •  (Louis Rougier La fine della democrazia? Oaks Editrice 2018, pp. 207, €18,00).
  • Come scrive De Benoist nella prefazione di quest’opera di Rougier “In realtà, il punto di vista di Rougier può riassumersi nel modo seguente: lungi dall’essere fondata sulla ragione, come credevano i filosofi del XVIII secolo e, dopo di loro, i rivoluzionari del 1789, l’ideologia democratica si basa su una mistica che impregna i suoi principi essenziali. Il nucleo di questa mistica è il “dogma dell’uguaglianza naturale” … Questo dogma è stato diffuso e ridefinito dalla Scolastica cristiana, nel protestantesimo calvinista e dalla filosofia degli Illuministi. Ora, per Louis Rougier, l’egualitarismo è una “semplice utopia”.
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  • Susanetti La Via degli Dei 0 200x300

  • La via degli dei
  • di
  • Davide Susanetti
  • Sapienza greca ed iniziazione
  •  recensione di
  • Giovanni Sessa
  • (da : L'intellettuale dissidente, 03.10.2018)
  • Alcuni filosofi del Novecento sono tornati a confrontarsi con il tema dell’origine, così come esso fu esperito dai Sapienti greci. Lo hanno fatto Heidegger, Michelstaedter, Colli, pur muovendo da prospettive diverse. Il loro tentativo ha segnato le ricerche inaugurate nel nuovo millennio. L’intero iter speculativo ellenico, doveva essere depurato dalle scorie concettuali-filologiche imposte dalle letture ‘fideistiche’ dei successivi autori cristiani. La terminologia teoretica greca ha subito, nel Medioevo ma non solo, una torsione cristianeggiante al punto tale che si continua a parlare di ‘metafisica’, quando il termine non compare neppure una volta nel corpus aristotelico.  Giorgio Colli ha poi mostrato quanto fuorviante sia l’esegesi ‘naturalista’ del pensiero arcaico.  Uno studioso italiano contemporaneo, Davide Susanetti, docente di Letteratura greca all’Università di Padova, ci pare stia degnamente proseguendo la via analitica inaugurata dal filosofo piemontese: la Sapienza arcaica non segnò una rottura nei confronti del mito, non manifestò, sic et simpliciter, l’affermarsi della ratio: il lógos greco sorse in colloquio stringente con la cultura che lo precedette. Abbiamo maturato tale convinzione leggendo il volume di Susanetti, La via degli dei. Sapienza greca, misteri antichi e percorsi di iniziazione, da poco comparso nel catalogo di Carocci (euro 24,00).
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  • Carteggio heidegger

    Caro Martin, Caro Fritz…
  • L’epistolario dei fratelli Heidegger
  • tra politica e affetti familiari
  • di
  • Giovanni Sessa

  •  Martin Heidegger è, ancora oggi, un «caso politico». Uno dei più grandi filosofi del Novecento, che ha fortemente condizionato gli sviluppi del pensiero fino ai nostri giorni, subisce da decenni attacchi virulenti, periodiche campagne di stampa tese a screditarlo come uomo e come pensatore. Lo si è presentato, da più parti, quale teorico di riferimento del nazismo, in conseguenza dell’assunzione del Rettorato all’Università di Friburgo nel 1933 (incarico che mantenne per pochi mesi), nonché per il tratto destinale della sua filosofia. La polemica si è fatta incontenibile dopo la pubblicazione dei cosiddetti Quaderni neri, ed ha indotto il professor Friedrich-Wilhelm von Hermann, ultimo Segretario personale di Heidegger, e il professor Francesco Alfieri, dell’Università Lateranense, a dare alle stampe il volume Martin Heidegger. La verità sui Quaderni neri (Morcelliana, 2016) per chiarire le cose.   Nelle sue pagine si dimostrava che, per comprendere le affermazioni heideggeriane contenute nei taccuini, è necessario inquadrarle nell’iter speculativo del filosofo, centrato sulla storia dell’essere. Pertanto, le letture decontestualizzate dei frammenti, proposte dai curatori dei Quaderni neri, risultavano fuorvianti ed errate.  E’ da poco nelle librerie per i tipi dell’editrice Morcelliana un nuovo volume curato da von Hermann ed Alfieri, che può aiutare a fare ulteriore chiarezza sul «caso Heidegger». Si tratta di Martin Heidegger, Fritz Heidegger. Carteggio 1930-1949 (euro 25,00).

 

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  • Copertina Due lune

  • La guerra delle due lune
  • romanzo di
  • Maria Scerrato
  • recensione di
  • Angela Flori

  • 1860. Sul proscenio della frontiera tra Stato pontificio e Regno di Napoli, in un territorio che dal mare arriva al Garigliano e si inerpica verso gli Appennini, attraverso borghi e terre di briganti, si innesca la narrazione del romanzo di Maria Scerrato: La guerra delle due lune, da poco comparso nel catalogo della D’Amico editore (euro 13,00, pp. 254). Il volume è accompagnato da un saggio storico di Fernando Riccardi.
  •     
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  • Letà delloro


  • Il ritorno dell’età dell’oro. 
  • Mito, filosofia, immaginario,
  • di
  • Giovanni Sessa
  •  
  • La cultura europea e, per estensione mondiale, in particolare la filosofia politica, ha al proprio centro, secondo modalità esegetiche disparate, il mito dell’età dell’oro. Ad esso si sono richiamati pensatori ed artisti, in nome della restaurazione o del rinnovamento politico. Reazionari e rivoluzionari si sono avvicinati alla ‘figura’ dell’età dell’oro, come a un ideale di perfezione umana da proiettarsi verso il futuro o da riattualizzare nel presente. L’interesse, su questo rilevantissimo topos culturale, è stato riacceso da un Convegno tenutosi a Verona nel corso del dicembre 2016, al quale parteciparono filosofi, storici dell’arte e psicoterapeuti, animatori di un dibattito interdisciplinare. Da poco, la raccolta degli Atti di quelle giornate è stata pubblicata dalla casa editrice Marsilio, per la cura di Carlo Chiurco, con il titolo, L’età dell’oro. Mito, filosofia, immaginario (euro 25,00).
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  • ARmonia

  • L’individuo, la persona
  • e la
  • rule of law
  • di
  • Gabriele Sabetta
  • Vi sono due modi dell’essere-al-mondo per l’uomo: come individuo e come persona. Nel primo caso, egli tende al basso, agli istinti primari, alle soddisfazioni del momento, alla vita animalesca, al conformismo di gruppo; nel secondo, predilige piuttosto la via della massima resistenza, la rotta verso il continuo perfezionamento di sé, il cammino alla scoperta della propria identità celata nell’oscurità degli abissi interiori.
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  • copertina Lo spirito prussiano

  • Spirito prussiano  e  Rivoluzione conservatrice
  • Un nuovo inizio per l’Europa
  • di
  • Giacomo Rossi
  •  

  • In un’Europa sempre più in forte crisi di identità, l’esempio degli uomini e degli Stati, artefici della storia continentale, potrebbe fungere da monito e stella polare, illuminando un percorso per quei volenterosi che non si arrendono alla tecnocrazia imperante di Bruxelles. Al riguardo, è senz’altro meritorio il lavoro di Oaks Editrice per la sua recente pubblicazione,  "Lo spirito prussiano di Hans-Joachim Schoeps" (Per ordini: info@oakseditrice.it, euro 18,00, pp. 274). L’opera fu pubblicata per la prima volta in Germania nel 1964 con il titolo Das war Preussen e l’anno successivo in Italia, tradotta dal filosofo romano Julius Evola, per la casa editrice Volpe. L’edizione che ci apprestiamo a recensire è completata da una organica e chiara introduzione, 'Spirito Prussiano e Germania segreta. La rivoluzione conservatrice di un ebreo', firmata dal professor Giovanni Sessa, che, oltre a collocare storicamente l’autore e il testo, offre notevoli spunti di riflessione.
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  • Dietro le linee SANNOKAI


  • Essere un uomo.
  • Hiroo Onoda e Mr Stevens: 
  • impersonalità attiva, 
  • lotta e vittoria
  • di 
  • Marco Toti
  •  
  • Una sottomissione inflessibile al proprio signore/superiore, tipicamente giapponese, risulta abbastanza “eccentrica” nell’ethos di Occidente; in altri termini, nelle lande del sol calante l’obbedienza al comando ha usualmente ritenuto, in chi la deve esercitare, un contenuto etico. L’ordine non è, di per sé, assoluto: se da un lato un tale “limite” caratterizza in senso morale, per l’appunto, l’agire umano, dall’altro ciò rischia di aprire una qualche fessura alla possibilità di un arbitrio “liberale”. D’altra parte, “samurai di Occidente” è stato soprannominato D. Venner, suicidatosi stoicamente nel 2013, nella cattedrale di Notre Dame, a testimoniare la propria avversione al cosiddetto multiculturalismo: subdolo, demoniaco artifizio che sfigura definitivamente le civiltà al tramonto.  Il più fulgido esempio di rispetto delle consegne che la storia recente ha restituito è, a nostra conoscenza, quello di Hiroo Onoda (1922-2014), di cui è stato pubblicato, nel 2014, uno splendido libro, intitolato Dietro le linee. Io, solo, per trent’anni in guerra,  (Edizioni di Ar, Collana: Sannô-kai).
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  • Rosati CasaPound
  • "CasaPound e il fascismo del III millennio"
  • Ricerca storica e vecchi schemi interpretativi
  • recensione di
  • Giovanni Sessa
  • I movimenti politici neofascisti sono tornati al centro del dibattito storiografico. Lo dimostra un recente volume comparso nel catalogo della Mimesis editrice. Si tratta di uno studio di Elia Rosati, "CasaPound Italia. Fascisti del terzo millennio" (per ordini: mimesis@mimesisedizioni.it, euro 18,00), introdotto dal contemporaneista dell’Università di Milano, Marco Cuzzi. Chiudono il volume le Appendici del giornalista Valerio Renzi.

 

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  •  
  • PieroVisani
  • Storia della guerra dall’antichità al Novecento,
  • di
  • Piero Visani,
  • recensione di 
  • Teodoro Klitsche de la Grange
  • (OAKS editrice, 2018, pp. 190, € 18,00)
  • Questo libro, che verrà presto seguito dalla storia della guerra del novecento ad oggi, è riuscito in un’impresa non facile: quella di cogliere le costanti e le differenze, (in rapporto alle epoche) del fenomeno bellico, in primo luogo la sua ineliminabilità. Come scrive l’autore “Scrivere un abbozzo di storia della guerra dall’antichità ad oggi, sia pure senza pretese di esaustività e completezza scientifica, può sembrare un’operazione oziosa: la cultura dominante in quello che per convenzione definiamo il mondo occidentale, infatti, ha da tempo espunto dai suoi valori di riferimento il fenomeno bellico”.
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  • Il declino dellOccidente

    Spengler 2018
  • Il Tramonto dell’Occidente
  • rivisitato
  • di
  • Giovanni Sessa

  •  
  • Nel 1918 venne pubblicato un «libro maledetto», il Tramonto dell’Occidente di Oswald Spengler. Dalle sue pagine emerse con chiarezza la prospettiva pessimistica di un mondo in rovina, in attesa dopo la tragedia della Prima guerra mondiale, di una rinascita vitalistica. In esso, l’autore profetizzava una lotta irrinunciabile che, presto, avrebbe visto contrapposto il mondo borghese del denaro e delle metropoli alla civiltà del sangue. Per Spengler, solo l’avvento del cesarismo avrebbe posto fine alla dittatura del denaro e della sua arma politica, la democrazia.  Molti hanno visto nel libro una profezia relativa all’avvento dei fascismi e alla Seconda guerra mondiale. Il progressista Adorno, pur ritenendo che Spengler si riferisse all’onnipotenza del denaro, negli stessi termini con cui gli agitatori politici dell’epoca attaccavano la finanza internazionale, aveva compreso come il morfologo della storia appartenesse: «a quei teorici dell’estrema reazione la cui critica del liberalismo in molti punti si è rivelata superiore a quella progressista». (p. 16).  
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  •  Schiavo

  • Donna Prassede
  • abita a Capalbio
  • di
  • Teodoro Klitsche de la Grange
  • A distanza di cinque mesi dal 4 marzo e di parecchi anni dal momento in cui si capiva che il vento della storia stava cambiando, la sinistra non si è ancora rassegnata al deperire della dicotomia destra/sinistra, o meglio, borghese/proletario, come scriminante (prevalente) dell’amico/nemico.  

 

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  • TEMI DIKE

  • NEL TRAMONTO DELLA REPUBBLICA

SOMMARIO:

1.Temi e Dike nel pensiero di Hauriou; 2. Privilegi e disparità a favore dei pubblici poteri; 3. Miglio, l’obbligazione politica e l’obbligazione-contratto; 4. Freund e i presupposti del politico; 5. Pubblico, privato e giustizia amministrativa; 6. Le privatizzazioni di fine secolo (XX) e loro ininfluenza su Temi; 7. Temi e Dike sono costanti dell’ordinamento; 8. Tocqueville e la giustizia amministrativa; 9. Meno Dike negli anni ’90; 10. Conclusioni.

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  • Chimere

  • La sfrontatezza dionisiaca alla ricerca di sé...
  • di
  • Gabriele Sabetta

  • Giornalista, poeta e romanziere, il fiorentino Giovanni Papini (1881-1956) è una figura letteraria tra le più controverse della prima metà del XX secolo. Dapprima come editorialista e scrittore ferocemente iconoclasta, poi come leader del movimento futurista, infine come esponente del tradizionalismo cattolico-romano, ha attraversato – con il suo stile variopinto – generi letterari che spaziano dalla polemica d’avanguardia al lirismo biografico.

 

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  • 9788894807165 0 0 841 75

  • Contro la gioventù 
  •    Come si cessa di essere ciò che si è      
  • di
  • Michele Ricciotti
  •  
  • Vi è una fondamentale aporia che caratterizza la condizione della gioventù oggi. Da un lato i giovani sono al centro di ogni dibattito che si affacci sulla scena pubblica e sociale, a testimonianza di una tendenza che, soprattutto in campo politico, pare velocemente portare il mero dato anagrafico a sostituirsi a criteri di merito, competenza, preparazione; dall’altro lato, la stessa gioventù si vede puntualmente estromessa dagli ambiti di cui pur viene detta parte essenziale, basti pensare a quello lavorativo. Contro la retorica giovanilistica si scagliava Robert Poulet, già intimo amico nonché biografo di Louis-Ferdinand Céline, nel caustico pamphlet Contre la jeunesse, pubblicato nel 1963 e da pochi mesi riproposto in traduzione italiana per Oaks Editrice.
  •   
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  • Generazione Erasmus

  • “Generazione Erasmus”
  • ovvero gli adulatori del mondialismo
  • di
  • Gabriele Sabetta
  •  
  • Il volume a firma di Paolo Borgognone, pubblicato lo scorso anno per i tipi di OAKS, dal titolo Generazione Erasmus, è un vero compendio filosofico attinente la società di “libero mercato” e i suoi avidi fiancheggiatori. Ponendo al centro della trattazione l’esperienza dei giovani universitari che si recano all’estero per un periodo di studio, delinea con ricchezza di particolari quei processi che hanno condotto inesorabilmente alla costruzione della moderna società “liquida”: il totalitarismo nichilista del consumo; il giovanilismo come apologia della mobilità illimitata e accettazione passiva del precariato; il nuovo conflitto di classe post-moderno fra vincitori e vinti della globalizzazione; il genderismo come rinuncia alla propria identità anche nella sfera sessuale; il Sessantotto come controrivoluzione ultra-capitalista. Nella seconda parte, non mancano acute analisi geopolitiche.

 

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  • Meyrink Alle frontiere dellocculto

  • Gustav Meyrink e l’esoterismo
  • Un’importante raccolta di scritti in tema
  • di
  • Giovanni Sessa
  •  
  • Molti sono i lettori appassionati di Gustav Meyrink. Pochi tra essi, però, hanno avuto la possibilità di scandagliare in profondità le fonti sulle quali lo scrittore ha costruito i suoi capolavori narrativi. Ci riferiamo a Il domenicano bianco, Il volto verde, La notte di Valpurga, per non citarne che alcuni. Il vuoto è ormai colmato. E’, infatti, nelle librerie il volume, pubblicato dalle Edizioni Arktos, "Alle frontiere dell’occulto. Scritti esoterici (1907-1952)", curato da Gianfranco de Turris ed Andrea Scarabelli (per ordini: edizioniarktos@yahoo.it, euro 26,00). Il testo racchiude due antologie di scritti di Meyrink ormai introvabili, Alle frontiere dell’Aldilà e Il Diagramma magico, un saggio contestualizzante di Piero Cammerinesi, ed è impreziosito da tavole di Danilo Capua che rende un omaggio pittorico allo straordinario scrittore. I saggi che compongono la silloge, così come le Appendici epistolari, mostrano come l’interesse per l’esoterismo e l’occulto abbia accompagnato Meyrink, nel corso dell’intera esistenza.

  

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  • Dada una pazzia criminale
  • Il dadaismo in Italia
  • Un nuovo saggio sulla più radicale delle avanguardie
  • di
  • Giovanni Sessa
  •  
  • Il Dadaismo è la meno indagata tra le avanguardie primo novecentesche. Nel 2016, in occasione del centenario della nascita del movimento Dada, nel nostro paese in pochi sono tornati a parlare del contributo creativo fornito del drappello di artisti formatosi a Zurigo attorno a Tristan Tzara. Non è un caso: il senso ultimo del dadaismo non è meramente estetico, ma indirizzato a squarciare l’abisso della vita, mirato a cogliere, oltre la logica eleatico-diairetica, la dimensione tragica che ci costituisce. Inoltre, tra i Dadaisti, i meno noti sono gli italiani che, al contrario, svolsero un ruolo significativo, nel tracciare l’iter del movimento. Fa luce sul Dadaismo nostrano e sul senso generale di tale gruppo trans-estetico, una recente pubblicazione di Emanuele La Rosa, Dada? Una pazzia criminale! Ricezioni e sviluppi dell’antiavanguardia in Italia (1916-1945), edito da Robin edizioni (per ordini: robinedizioni@robinedizioni.it, euro 15,00).

 

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  • 9788827228265 0 0 300 75

  • Su
  • "Il Cammino del Cinabro"
  • di 
  • Giovanni   Damiano
  •  
  •  
  • Le edizioni Mediterranee hanno di recente pubblicato una nuova edizione del  Cammino del Cinabro arricchita da nuovi documenti (tra i quali le lettere a Himmler su Evola dei servizi segreti nazisti e altre note della polizia politica fascista, un articolo polemico dell’Osservatore romano, le carte della Regia Pretura di Roma sul processo contro il giornalista Danzi, il testamento di Evola, nuove informazioni, tratte da documenti inediti, sul soggiorno di Evola a Vienna nel 1944/45, sul bombardamento e sul successivo ricovero in ospedale, sulla sua morte e sulla vicenda dell’urna cineraria), ulteriori note esplicative e aggiornamenti bibliografici.
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  • Stagnazione dItalia
  • La stagnazione d'Italia
  • I nodi irrisolti della nostra storia contemporanea
  • di
  • Giovanni Sessa
  •  
  • Una delle ragioni per le quali il nostro Paese non riesce ad uscire dal pantano politico-istituzionale, va individuata nella scarsa propensione delle nostre classi dirigenti all’autocritica. Tale capacità, che connota sempre le élite, può essere indotta solo da un serio confronto con la storia nazionale. Alcuni, tra i politologi più noti, stanno elaborando un approccio critico alla nostra contemporaneità. Tra essi, uno ruolo di rilievo è svolto, da anni, da Giorgio Galli, studioso di vaglia, già ordinario all’Università di Milano. Lo si evince dalla sua ultima pubblicazione, La stagnazione d’Italia. Dalla ricostruzione alla corruzione in dieci nodi della storia italiana dal 1945 al 2017, fresco di stampa per i tipi dalla OAKS editrice (euro 12,00). 
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  • Truia SPQR
  • Superare la Modernità
  • (Evola da 'Cavalcare la tigre' al XXI secolo)
  •  di
  • Giovanni Sessa
  •  
  • I veri pensatori, quelli che segnano profondamente la loro epoca, si distinguano dagli uomini di pensiero ‘comuni’ per il tratto profetico che connota la loro proposta speculativa. La profezia è costruita, oltre che sul dato intellettuale, sulla dimensione emozionale. Il pensiero profetico, per definizione, non può ambire al tratto della ufficialità, al contrario destabilizza, è pericoloso in quanto mette in discussione i valori fondanti di un’ intera età.  Manlio Sgalambro, filosofo di Sicilia, riconobbe in Julius Evola, tale dimensione poetica ed emozionale. A centoventi anni dalla nascita del pensatore tradizionalista, nessun uomo libero che si sia confrontato con le sue pagine, può negarne la straordinarietà. Per la stessa scolastica tradizionalista, Evola rappresenta l’eccentricità, con il suo costante porsi oltre la semplicistica deprecatio temporois, oltre la mera descrittiva della crisi, in una posizione di aperta ed attiva rivolta contro il moderno.

 

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  • Iocari serio


  • Il gioco magico
  • Ioan Petru Culianu e il Rinascimento,
  • di
  • Giovanni Sessa
  •  
  • Ioan Petru Culianu, discepolo di Eliade, è stato uno degli storici delle religioni più originali del Novecento. In lui si conclude la grande tradizione intellettuale transilvanica del secolo XX. Per comprendere il cuore vitale dei suoi molteplici interessi, è indispensabile leggere un suo volume, da poco tradotto in italiano. Si tratta di Iocari serio. Scienza e arte nel pensiero del Rinascimento, edito da Lindau, per la cura di Horia Corneliu Cicortaş.
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  • Storia di ON

  • Da Ordine Nuovo a Piazza Fontana
  • Due volumi su trame di regime e destra extraparlamentare
  • di
  • Giovanni Sessa
  •  Piazza Fontana

  • Al fine
  • di comprendere il momento politico che stiamo vivendo, è necessario fare i conti con quanto accadde negli anni Sessanta e Settanta. In quel ventennio, in Italia si insediò il virus ideologico, che portò l’esplosione della seconda fase della guerra civile. Attentati e stragi, continui scontri di piazza tra “rossi” e “neri”, ebbero per esito il rafforzamento del Sistema. Gli uomini di Potere, perseguirono il consolidamento dell’ordine geopolitico e degli assetti economici scaturiti dalla fine del secondo conflitto. Due recenti pubblicazioni, comparse nel catalogo dell’editore Mimesis, riportano l’attenzione su quegli anni. Ci riferiamo al volume di Aldo Giannulli ed Elia Rosati, Storia di Ordine Nuovo. La più pericolosa organizzazione neo-fascista degli anni Settanta (euro 18,00) e al libro-intervista di Andrea Sceresini, Nicola Palma e Maria Elena Scandaliato, Piazza Fontana, Noi sapevamo. Golpe e stragi di Stato. Le verità del generale Maletti (per ordini: mimesis@mimesisedizioni.it, 02/24861657, euro 18,00).
  •     
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  •                                                                                          
  • Ingannevole bellezza

  • "Di un’ingannevole bellezza. Le ‘cose’ dell’arte"
  • La meraviglia del nulla 
  • La bellezza secondo Massimo Donà
  • di Giovanni Sessa
  •  
    • Tra i filosofi italiani contemporanei Massimo Donà occupa un posto di rilievo. Sta perseguendo, con coerenza, un percorso teoretico originale e fuori dal coro. Nella sua ultima pubblicazione, Di un’ingannevole bellezza. Le ‘cose’ dell’arte, edita da Bompiani (euro 11,00), riapre la discussione sul tema che ha presentato in, Teomorfica. Sistema di estetica, uscito nel 2015 per i tipi dello stesso editore milanese.
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SullImpero

  • Aristotele,
  • “Sull’Impero.  
  • Lettera ad Alessandro”,
  • a cura di Filippo Cicoli e Filippo Moretti,
  • presentazione di Giuseppe Girgenti,
  • (Mimesis, Collana: A lume spento,
  • diretta da Luca Gallesi, 2017, pp. 122, € 9,00).
  • Recensione di
  • Michele Ricciotti

 

  • Gli studi aristotelici hanno nell’ultimo anno ricevuto ulteriore linfa vitale grazie al lavoro di studiosi impegnati a difendere la “classicità” di un’opera, quella dello stagirita, che con l’affermarsi di talune tendenze filosofiche contemporanee rischia sempre più di venir soffocata nella stretta morsa di un’immagine da manuale volta a rintracciare nel grande allievo di Platone poco più che un anticipatore della logica contemporanea. Tra i lavori che recentemente hanno contribuito a restituire l’autentica potenza del pensiero aristotelico va senz’altro menzionata la nuova traduzione della Metafisica a firma di Enrico Berti ed edita per Laterza. Più modesta, ma assolutamente rilevante, è l’operazione di due giovani studiosi, curatori di una dibattuta Lettera ad Alessandro, in libreria per i tipi di Mimesis.
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  • Clemente Linsolito ingestibile
  • Francesco Clemente
  • L’insolito ingestibile.
  • Riflessioni su metapsichica, presenza e ipotesi apocalittiche in Ernesto De Martino
  • De Martino e il mondo magico
  • Antropologia e parapsicologia nel pensiero di un inclassificabile
  • di
  • Giovanni Sessa
  •  
  • Ernesto De Martino è stato uno dei pensatori più stimolanti del Novecento, la cui opera risulta difficilmente classificabile nelle rigidità ideologiche degli “ismi” che hanno dominato la vita culturale nel nostro paese. Di formazione crociana, aderì al fascismo, individuando nel regime la possibilità di coniugare misticamente l’individuo alla comunità. In seguito, si avvicinò al marxismo, mantenendo una libertà di giudizio non comune e sottraendosi al ruolo di intellettuale organico. L’intera produzione demartiniana rivela una curiosità intellettuale onnivora: fu attento al dibattito internazionale e si occupò perfino di tematiche metapsichiche (oggi si direbbe parapsicologiche). A ricordarlo, in una monografia interessante, è uno studioso pugliese, Francesco Clemente, che, in passato, ha dato buona prova di sé occupandosi di Jaspers, Kant e Bruno. Si tratta de, L’insolito ingestibile. Riflessioni su metapsichica, presenza e ipotesi apocalittiche in Ernesto De Martino, da poco edito da Limina Mentis (euro 21,00).

 

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  • gli antimoderni 02
  • Gli  Antimoderni
  • di
  • Antoine Compagnon.
  • Antoine Compagnon e la seduzione dell’antimodernità
  • Le tesi controcorrente dello studioso francese.
  • di
  • Giovanni Sessa
  • Chi abbia frequentato le pagine di Augusto Del Noce, eminente filosofo di ispirazione cattolica, dovrebbe aver contezza del rapporto ‘gemellare’ intercorrente tra il moderno e l’antimoderno “così che talvolta riesce difficile distinguere la punta estrema della modernità dell’antimoderno: è il caso di Heidegger” (A. Del Noce, Modernità. Interpretazione transpolitica della storia contemporanea, Brescia 2007, p. 41). Tale intuizione del pensatore piemontese trova conferma, ed ulteriore esplicitazione, nel volume di Antoine Compagnon, docente di letteratura francese a New York, Gli antimoderni. Da Joseph De Maistre a Roland Barthes, da poco in libreria per i tipi di Neri Pozza (euro 28,00). Libro davvero stimolante, uscito per la prima volta in Francia nel 2005, finalmente tradotto in italiano con l’aggiunta di una postfazione dell’autore.
  •   
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  • rosone
  • Stato rappresentativo
  • e vincolo di mandato 
  • di 
  • Teodoro Klitsche de la Grange
  • C’è da chiedersi perché i “vecchi” giuspubblicisti e scienziati della politica chiamavano lo Stato loro contemporaneo, ossia lo Stato post-rivoluzione francese preferibilmente Stato rappresentativo e, come concetti prossimi e/o derivati, le istituzioni di quello rappresentative, il regime politico rappresentativo, la stessa democrazia rappresentativa e rappresentativo il governo (e la forma di governo). Oggigiorno, a partire (grosso modo) dalla metà del secolo scorso, al posto di rappresentativo lo si caratterizza come liberale o democratico-liberale (raramente borghese)[1]

 

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  • Beauty
  • Brevissime
  • note sulla memoria dell’origine
  • di
  • Giovanni Damiano
  •     
  • La questione su come si possa dare memoria dell’origine sarà qui appena delineata. Non farò pertanto riferimento, sulla scorta di Heidegger, alla crisi irreparabile dell’origine, alla radicalità del suo oblio, ossia al suo velamento, che però proprio in quanto tale permette uno s-velamento, cioè una sempre possibile nuova rammemorazione dell’origine stessa. Né tanto meno prenderò in considerazione l’eventualità che dell’origine non si dia più memoria alcuna, possibilità comunque inscritta nella ‘natura’ dell’origine, non essendo quest’ultima mai saldissimamente fondata. Possibilità, a sua volta, da intendere, in maniera assai schematica, almeno in un duplice senso: che si realizza passando in atto, e quindi divenendo impossibile perché appunto attuatasi[1], o che resta tale, confermando come il possibile sia un di più rispetto alla realtà, contro Kant che pretendeva essere il possibile nient’altro che la realtà meno il fatto di esistere concretamente[2].
  •     
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  • Now in the mind
  • Sull’utilità
  • dell’invenzione storica
  • di
  • Gabriele Sabetta
  • (da: L’Intellettuale dissidente, 17 febbraio 2018)

 

  • Cosa sarebbe successo se i Patti Lateranensi non fossero stati sottoscritti? E se la morte prematura di Benito Mussolini avesse portato alla guida del governo un Dino Grandi? E se invece fosse toccato a Galeazzo Ciano, ambizioso genero del Duce? E se quest’ultimo avesse dato avvio a una politica filo-americana, magari sposando una Rockefeller, pilotando il Paese verso un’economica liberal-capitalista? E se Filippo Tommaso Marinetti avesse scritto un “fantasioso” romanzo storico, consegnato direttamente al Duce, influenzando la sua politica? 
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  • Generazione erasmus
  • Generazione Erasmus
  • L’uomo vacuus e disponibile dei nostri giorni
  •  di
  • Giovanni Sessa
  •  
  • Il mondo nel quale viviamo è ben descritto dal testo di Imagine, noto brano di John Lennon. Yoko Ono, compagna del musicista inglese, sostenne che l’insegnamento della canzone poteva essere così sintetizzato: “Siamo tutti un solo mondo, un solo paese, un solo popolo”. Lo ricorda Paolo Borgognone nel suo ultimo libro, Generazione Erasmus. I cortigiani della società del capitale e la ‘guerra di classe’ del XXI secolo, pubblicato per i tipi della OAKS editrice (per ordini: info@oakseditrice.it, euro 25,00). Il volume, arricchito dalla prefazione di Francesco Borgonovo, si pone in continuità con le tematiche che l’autore ha affrontato nei precedenti lavori.
  •   

 

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  • AF copertina
  • L’origine futura
  • A proposito di
  • “Antico Futuro”
  • Recensione
  • di
  • Sandro Giovannini

  • L’origine orrifica e potente dell’arte procombe ormai nel polimorfo, nell’informe, nel corrotto... Come ombra del sacer c’è, inscindibilmente, un processo prevedibile, anche se ben poco previsto, che viene innescato dalle varianti civili, a seguito delle spinte entropiche. Il clic epocale è sostanzialmente scattato, forse per la stupidità compiaciuta degli uomini o per l’irriducibile invidia degli intermedi dei che corrispondono al vortice… la luce s’è affievolita fin quasi a spegnersi. E persino la fosca sorpresa del buio perturbante (le grandi anime, dall’Ottocento) è già alle nostre spalle... molto più o poco meno dall’intuizione tragica dei giganti e dal futuro restante - forse niente - per l’immaginazione derubricata dei nani...
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  •                             tramonto dellOccidente
  •  
  •                          Moeller Van Den Bruck vs Spengler   
  •                           Nuovo Inizio o Tramonto dell’Occidente?     
  •                        di    
  •                  Giovanni Sessa
  • Da tempo andiamo sostenendo che il problema dell’età presente è rappresentato dalla storia, meglio dall’interrogazione teorica attorno al suo presunto senso. Se questo è un problema di tutti, esso lo è, in particolar modo, per le culture oppositive allo stato presente delle cose, aperte alle rassicurazioni nostalgico-reazionarie o, all’opposto, alle suggestioni rivoluzionarie. In ogni caso spesso preda di atteggiamenti deterministici e necessitanti. Tenta di dare una risposta assai sensata al problema, il volume di A. Moller Van Den Bruck, insigne rappresentante delle Rivoluzione Conservatrice, Tramonto dell’Occidente? Spengler contro Spengler, da poco nelle librerie per OAKS editrice (per ordini: info@oakseditrice.it, euro 10,00). Il libro, in prima traduzione italiana, è curato da Stefano G. Azzarà, al quale si deve il prezioso saggio introduttivo.
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  • Sul metodo tradizionale 1
  • Sul metodo tradizionale
  • Henrich, la storia
  • e il tradizionalismo integrale
  • di
  • Giovanni Sessa
  •  
  • Molti, tra i nostri attenti lettori, conoscono gli autori del tradizionalismo integrale, le loro opere, le prospettive teoriche e spirituali che hanno proposto a beneficio dell’uomo contemporaneo. Non tutti  hanno, però, contezza dell’ubi consistam del metodo tradizionale e in cosa si differenzi dall’approccio critico-filologico alla storia e alla natura, fondato sull’accumulo di dati, documenti, informazioni, proprio della scienza e della ricerca moderna. E’ora a disposizione degli studiosi, grazie alla costante attività divulgativa messa in atto dalla Fondazione Evola, un libro in questo senso prezioso e chiarificatore. Ne è autore Walter Heinrich (1902-1984), esponente della Scuola organicista di Vienna ed allievo di Othmar Spann. Si tratta di, Sul metodo tradizionale, edito da Fondazione Evola-Pagine editore (per ordini: 06/45468600).
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  • ENTRACTE
    • Appunti sul cinema dada
    • Al di là della breve scala cromatica
    • di
    • Carmen De Stasio
  • Nella dialettica della molteplicità e nell’intolleranza al (pre)confezionamento di rituali liturgici dell’arte, il movimento dada irrompe ‒ significativamente in quello scorcio di inizio secolo XX calato nel pieno della Grande Guerra ‒ sulla scena europea come antisistema provocatorio e in permanente scissione rispetto a parametri che acuiscono nella borghesia del tempo la banalizzazione dell’esistere (ovvero la messa al bando, nei termini arendtiani, del valore universale dell’esistere). Dada non ambisce alla nettezza del disegno, ma a una tipologia di arte-azione distaccata da tutto quanto sia artatamente dettato da regole. È espressione di conoscenze impregnate di ricercativa spontaneità del gesto che solo deriva dal (saper) conoscere.
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  •  Eventi studi
  • Hervé A. Cavallera,
  • la pedagogia e la filosofia.
  •  Due recenti pubblicazioni
  •  di
  • Giovanni Sessa
  •  
  • Ad Hervé A. Cavallera siamo tutti riconoscenti. Ha trasmesso a più generazioni l’amore per le ore studiose, per la filosofia e la pedagogia. Lo ha fatto, peraltro, dalla “parte sbagliata”, in qualità di allievo diretto della scuola attualista e di curatore dell’Opera omnia di Giovanni Gentile. Il suo impegno non è mai venuto meno, anche negli anni difficili in cui nominare il filosofo di Castelvetrano rilevandone la grandezza, comportava discriminazione ed isolamento accademico. Non stupisce, pertanto, che quest’anno, in occasione del suo collocamento in quiescenza, molti colleghi abbiano voluto rendergli omaggio in un Liber Amicorum.

 

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  • Giuseppe Rensi 2
  • Giuseppe Rensi
  • ed
  • Andrea Emo
  • Protestantesimo e Modernità
  • di
  • Giovanni Sessa

Andrea Emo

  • Da tempo andiamo affermando la centralità, nel dibattito teoretico europeo del Novecento, della filosofia italiana. E in essa, di alcuni autori che, per ragioni diverse, hanno finora avuto un’attenzione critica non adeguata alla loro rilevanza speculativa. Di tali intelligenze scomode e coraggiose, estranee alle appartenenze accademiche “forti”, fecero parte Giuseppe Rensi ed Andrea Emo. Uomini e pensatori diversi per indole ed atteggiamento nei confronti della vita, che condivisero un profondo interesse per il Protestantesimo, da entrambi letto quale essenziale matrice del Moderno.
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  • Sul senso della storia
  • Natura e storia
  • L’antimodernismo filosofico di Karl Löwith
  • di
  • Giovanni Sessa
  •  
  • Pochi pensatori si sono confrontati con la realtà contemporanea, l’innominabile attuale del quale recentemente ha detto, con persuasività d’accenti, Roberto Calasso, quanto Karl Löwith. Eppure, il suo pensiero è poco noto. A chiarire le ragioni della crucialità del suo filosofare, ma anche della scarsa risonanza che ha avuto, provvede la pubblicazione di un testo capitale del filosofo tedesco, già allievo di Heidegger. Si tratta di  "Sul senso della storia", nelle librerie per i tipi di Mimesis editore (per ordini: mimesis@mimesisedizioni.it  , 02/24861657, euro 15,00). Il volume, impreziosito da un saggio di Andrea Tagliapietra e con testo tedesco a fronte, è curato da Marco Bruni. Ai due studiosi va riconosciuto il merito di essere riusciti, in prefazione e in postfazione, a contestualizzare il pensiero löwithiano e a coglierne gli aspetti qualificanti.
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  • reghini
  • REGHINI / SPADINI
    Racconto minore su una Firenze di metà Ottocento
  • di
  • Lidia Reghini di Pontremoli

 

  • Parole che nascono dal desiderio di raccontare una storia ambientata nella Firenze di metà Ottocento. Tutto parte da una casa in via dei Federighi 10 dove allora vivevano i fratelli Reghini: Arturo, Maria, Ugo, Gino (mio nonno).    ...
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  • Volto Giacomo Leopardi
  • Verità e disincanto nel vivere in società.
  • Su
  • Leopardi e Machiavelli
  • di
  • GIOVANNI DAMIANO
  • Postfazione a “Pensieri” di Giacomo Leopardi
  • Edizioni AR
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  • Machiavelli SGROI
  • Scritte tenendo bene a mente un aforisma di Canetti (“Mi domando se tra coloro che costruiscono la loro comoda, sicura, rettilinea carriera accademica su quella di uno scrittore che è vissuto nella miseria e nella disperazione ce n’è anche solo uno che si vergogna”), queste poche righe si limitano a suggerire una traccia di lettura dei Pensieri leopardiani, senza pose da critico letterario, notoria genìa solitamente votata a vampirizzare il talento altrui.
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  • Heidelberg romantica
  • Heidelberg romantica
  • Romanticismo tedesco e nichilismo europeo
  • di
  • Giampiero Moretti
  • (Editrice Morcelliana, Brescia 2013, pp. 272, euro 20,00)
  • a cura di
  • Giovanni Sessa

  •  Il destino dei libri è imponderabile. Un autore non sa mai effettivamente per chi scrive, a chi effettivamente, con le sue pagine e i suoi pensieri, si rivolga. Di fronte a sé, oltre la pagina bianca, ha un pubblico anonimo e senza volto. La fortuna di un libro è data dall’incontro con il lettore “giusto”, animato da empatia e rispetto per il testo. Saper suscitare interesse partecipato è ciò che distingue lo scrittore di vaglia da chi non lo è. Alla prima categoria appartiene Giampiero Moretti, docente di Estetica all’Università di Napoli “L’Orientale” e germanista di rango. Lo testimonia, tra le altre opere della sua produzione saggistica vasta, diversificata e di primissimo livello, il volume Heidelberg romantica. Romanticismo tedesco e nichilismo europeo, da qualche tempo ripubblicata in nuova edizione dall’Editrice Morcelliana. Quali le ragioni di questa nuova edizione ampliata, riveduta e corretta?...
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  • Estetica italiana contemporanea 
    • La bellezza possibile
    • Mario Perniola e l’estetica italiana contemporanea
    • di
    • Giovanni Sessa
  • A Mario Perniola,  tra i più originali studiosi di estetica del nostro paese, si deve un libro davvero stimolante. Ci riferiamo alla sua ultima fatica, Estetica italiana contemporanea. Trentadue autori che hanno fatto la storia degli ultimi cinquant’anni, recentemente edito da Bompiani (euro 12,00). Da queste pagine emerge innanzitutto una certezza. Il contributo che la filosofia italiana del Novecento ha fornito al dibattito europeo è stato determinante. Si tenga presente, come ricorda l’autore nell’incipit del volume, che la disciplina filosofica oggetto d’indagine,  l’estetica, fin dagli esordi settecenteschi “ha giocato un ruolo essenziale nell’autorappresentazione della società borghese, al punto da costituirne l’inconscio politico” (p. 7). Perniola fornisce, quindi, strumenti assai rilevanti per la decodificazione di tratti significativi del tempo presente. Riesce a farlo, per di più, in modo avvincente, grazie al tratto coinvolgente del narrato, che stempera il carico erudito del suo dire.
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Octagon

    • Octagon:
    • la biblioteca della Tradizione
    • Un’antologia di studi esoterico-tradizionali in lingua italiana
    • di
    • Giovanni Sessa
  • Hans Thomas Hakl è uno dei maggiori esperti di esoterismo in Europa, nonché attento studioso del pensiero di Tradizione. Egli ha condotto, nel corso di un’intera vita, non solo un eccellente lavoro esegetico sui testi ermetici, ma ha pazientemente raccolto una biblioteca straordinaria e sterminata, specializzata in storia delle religioni, filosofia e, appunto, esoterismo. La sua stessa esistenza è in qualche modo raccolta tra i ponderosi scaffali di “Octagon”, questo il nome della biblioteca e dell’edificio che la ospita, eretto nel giardino della sua casa a Graz, in Austria. Attualmente contiene oltre 40.000 volumi, lo sviluppo degli scaffali dell’emeroteca supera i 200 metri in linea retta. Egli suole dire, per spiegare ai numerosi visitatori cosa per lui rappresenti l’importante raccolta: “Non sono io che posseggo la biblioteca, è la biblioteca che possiede me!”. A rendere nota tra gli studiosi di tutto il mondo “Octagon”, stanno contribuendo apposite antologie tematiche, uscite in inglese, francese, tedesco ed italiano. E’ dell’antologia italiana che intendiamo occuparci, da poco nelle librerie per la casa editrice tedesca Scientia nova (per ordini: www.scientia-nova.de). Il volume è curato dallo stesso Hakl, autore del saggio che apre la raccolta.
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