• Ich bin der Geist Goethe Faust

  • Riportiamo da altra fonte questo essenziale articolo di Segatori
  • che crediamo rappresenti al meglio
  • ciò che oggi pensiamo sull'argomento...
  • (S. G)
  • IL DEMONE DELLA DECADENZA ACCUSA
  • GLI ALTRI DI ESSERE
  • SATANA
  • Che
  • qualcosa di diabolico percorra l’attualità è fuori dubbio,
  • se per diabolico intendiamo
  • quell’atmosfera di degrado, di perversione e di disintegrazione di ogni principio
  • che caratterizza l’opera del maligno.

 

 

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  • La menzogna

  • La fantasia del complotto
  • di
  • Sandro Giovannini
  • La “fantasia del complotto”, innanzitutto come genere pseudo-letterario, non mi ha mai convinto. Anzi spesso me ne sono tenuto discosto per nausea naturale e per insofferenza degli esiti da riconoscimento. (...Quegli esiti sarebbero stati insopportabili non solo per carenza - contro spesso le apparenze - di visione generale - direi filosofica - del problema, quanto per l’ineliminabile ed insoffribile maniacalità di molti complottisti, ovviamente sovente in parallelo - funzionale - ad altrettanti ed altrimenti bene o male motivati, debunker).  Fin da giovane, però, in base alle mie multiformi esperienze militari ed a qualche studio intensivo per vocazione, ho creduto di comprendere al proposito ciò che non sempre poi è facilmente comunicabile.
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  • 2 pittura scrittura pittura
  • "Scrittura-Pittura in Italia"
  • di
  • Vitaldo Conte


  • “La pittura è una poesia muta, e la poesia una pittura cieca”
  • (Leonardo da Vinci)
  1. L’estroversione della parola futurista[1]
  • L’impotenza di un certo tipo di letteratura, in cui la parola non è più sovrana, volendo colloquiare con gli altri linguaggi, è già intuita nella cultura di fine Ottocento da Mallarmé con la pagina bianca. Su questo percorso si inseriscono nel Novecento le avanguardie storiche, tra cui il Futurismo, il cui interesse verso l’estroversione della parola è indiscutibile. La definizione di poesia visiva è già data da Marinetti nel 1944 in una presentazione a Carlo Belloli: “con Belloli la poesia diventa visiva”.  Marinetti nel Lirismo multilineo (1913) auspica la ricerca di una poesia come arte totale: “Il poeta lancerà su parecchie linee parecchie catene di colori, suoni, odori, rumori, pesi, spessori, analogie. Una di queste linee potrà essere per esempio odorosa, l’altra musicale, l’altra pittorica”. Questa esigenza è determinabile più chiaramente nel manifesto de La cinematografia futurista (1916): “metteremo in moto le parole in libertà che rompono i limiti della letteratura marciando verso la pittura, la musica, l’arte dei rumori e gettando un meraviglioso ponte tra la parola e l’oggetto reale”.
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  • Barone immaginario


  • AA.VV. 
  • Il barone immaginario
  • (18 racconti con protagonista Julius Evola)
  • A cura di 
  • Gianfranco de Turris
  •  
  • Una persona «vera» non finisce nella trama di un romanzo o racconto di finzione o nei versi di una poesia per caso, bisogna che sia «qualcuno», nel bene o nel male. La vita di Julius Evola è stata un romanzo, anzi molti romanzi...
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  • Usa e getta 2
  • COSA
  • CI INSEGNA IL POPOLO SIRIANO
  • di
  • Sebastiano Caputo
  • (Dal blog Engagez Vous su Il Giornale, del 14.04.2018)
  • L’attacco sarà stato anche circoscritto ed estemporaneo, come dicono i politologi sempre pronti a perdonare all’alleato americano qualsiasi sopruso, ma intanto questa notte gli abitanti di Damasco sono saltati dal letto credendo che fosse arrivato il giorno dell’Apocalisse. Ora staremo a vedere se davvero si tratta solo di una rappresaglia perché anche se fosse non nasconderebbe il supporto diretto e indiretto che gli Stati Uniti insieme ai loro alleati della regione hanno dato in tutti questi anni ai gruppi terroristici che hanno portato la guerra in Siria. Da questo episodio fulmineo, quasi inaspettato dopo che le tensioni sembravano essersi calmate, alcuni aspetti fondamentali devono farci riflettere in profondità.
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  • Equo 2
  • E’ necessario
  • che ognuno di noi, forzato con le spalle alla voragine epocale ove la corruzione totalitaria di un occidentalismo terminale ci ha costretti, dichiari senza ambiguità residue la propria volontà di resistenza, non solo per sé ma anche per ciò che resta del nostro amato popolo. La rabbia folle e psicopatica, priva ormai di qualsivoglia copertura se non quella della rinuncia colpevole e della vigliaccheria orchestrata, di fronte alla caduta dei miti fasulli della malefica e rozza accozzaglia imperialista di neocons-sionisti-atlantisti e vari consanguinei, porterà, speriamo sempre il più tardi possibile, ad un esito spaventoso. Noi siamo certi che, operando anche oltre e persino contro differenze di storie ideologiche e comprensibili scarti di sensibilità ideali, in piena indipendenza di cuore e perfettamente consapevoli dei rischi spirituali che scelte inevitabili impongono in tempi gravosi di responsabilità, prenderemo la nostra giusta posizione, sofferta, ma decisiva.       S. G.

  • PieroVisani

  • E’ uscito - per i tipi di OAKS Editrice, diretta da Luca Gallesi - il primo volume del libro di Piero Visani, Storia della guerra dall’Antichità ad oggi, che è intitolato Storia della guerra dall’Antichità al Novecento. Successivamente uscirà il secondo volume, intitolato Storia della guerra nel XX secolo Qui di seguito l’indice del volume primo.  Il libro è già prenotabile sui principali siti librari “on line”. A breve una nostra presentazione.   S.G
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  • Purusa Prakrti
  • L’ispirazione 
  • di   
  • Giuseppe Gorlani
  •  
  • I
  • L’ispirazione prospera in lande di cui si hanno mappe imprecise. Congetturare di averne tracciato coordinate sicure vota necessariamente al disinganno. Art happens.* Ciò non condanna a vagare tra brume in attesa che, per “grazia”, emerga la musa. Piuttosto è opportuno fissare la chiarità noumenica, sino al punto in cui essa, combaciando con l’Innato, permanga e illumini. Dalla soluzione alla contrapposizione, inerente il divenire, pullula poiesis. Parrebbe un’incongruenza: si comprende tanto meglio il fluire fenomenico quanto più lo si conosce nella sua parvenza.
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  • cheng ming
  • La
  • parola  
  • di  
  • Giuseppe Gorlani
  • I
  •  
  • In interiore homine c’è l’erba piegata dal vento. All’esterno, sul calar della sera, c’è l’erba d’oro tinta. In alto l’etere, in basso il cielo. Intorno la madre silente ripete quel che le suggeriamo. Al grido risponde con un grido, al sussurro con un sussurro. Saperlo induce a quiescere. Oppure ancora ci si ostina ad immaginare cornucopie sostenute dal cachinno del secolo?

 

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1 Cavallo del Fato fianco 1

  • Il sogno del Cavallo
  • di
  • Sandro Giovannini

 

  • Che ci fosse sopra, sotto, intorno, un’idea d’inganno non affiorata alla coscienza, lo sospettavo. Quella spinta così prepotente che si era imposta in me di realizzare effettivamente il grande cavallo, al di là della congerie d’impulsi determinatasi senza un’apparente causa, era d’evidenza innegabile. La furia ideativa e creativa non s’è fermata per un anno intero anche se ho continuato a fare contemporaneamente anche altre cose. Ma ero certo, ogni mattina, con il sole o la pioggia, freddo o caldo, che era quello che volevo perseguire, in un’abitudine assurda e compiaciuta, dove, alla fine, anche la stanchezza fisica trovava un suo quotidiano, meritato, riposo. (...)
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  • associazioni dolenti
  • Il capitalismo struttura la psiche individuale...
  • di
  • Adriano Segatori
  • (da: lefondamenta.it)
  •            
  • C’è una pervasiva frustrazione che insegue l’uomo nella sua esistenza e che lo condanna ad una ricerca tanto pressante quanto invalidante: è la felicità, il miraggio di una beatitudine terrena che va dalla pretesa di salute alla soddisfazione di qualsivoglia indotto bisogno. In tutti i casi la responsabilità è politica, politica intesa come arte di educazione dell’uomo e del cittadino, e come tale fallita. Oggi, i due paradigmi che pretendono il massimo dalla felicità è la visione edenica della salute e la pretesa soddisfazione di qualsiasi bisogno.  
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  • L uomo eternoI Parassiti della Mente
  • Colin Wilson & Jacques Bergier.

  •  (Ovvero la congiura della storia)

  • di
  • Andrea Scarabelli

 

«La nostra civiltà, come ogni civiltà, è una congiura. Una miriade di minuscole divinità storna i nostri sguardi dal volto fantastico della realtà». Così si apre L’uomo eterno di Pauwels e Bergier, primo (e, di fatto, unico) di cinque volumi dedicati a una riforma dell’uomo moderno. Sono tesi assai simili a quelle del romanzo I parassiti della mente di Colin Wilson, uscito nel 1977 per Fanucci e tornato in libreria – anzi, in edicola – in «Urania collezione» pochi giorni fa, nella magistrale traduzione di Roberta Rambelli; una storia complicata e affascinante con al centro la «trappola della storia», l’idea che quest’ultima sia determinata da fattori ben più articolati di quelli che le nostre piccole menti razionaliste possono comprendere.

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  • Ipazia 1
  • (ELOGICON su suggerimento di Luigi Sgroi)

  • Fato  ed  Estinzione
  • di
  • Sandro Giovannini

  •  
  • “… I veri rappresentanti d'uno spirito scientifico erano dunque loro, gli arcaici;
  • non noi che crediamo di poterci servire delle forze naturali a nostro piacimento,
  • e dunque partecipiamo d'una mentalità più vicina alla magia.
  • Il coincidere col ritmo dell'universo era il segreto dell'armonia,
  • "musica" pitagorica che ancora in Platone regola l'astronomia come
  • la poesia e l'etica. Ma è anche il senso della necessità, quello
  • che risorgerà in mutata forma
  • con Keplero, Galileo, Bruno, ‘in cui l'intelletto si apre a fini
  • che non son più limitatamente umani,
  • e si sente di abbracciare e complèttere il tutto
  • in uno splendido amor Fati’”. 
  • Da: “Il cielo sono io” di Italo Calvino
  • (recensione di: Fato antico e fato moderno, Giorgio de Santillana, Adelphi)
  • Di fronte all’ineluttabile Calvino richiama la sostanziale dialettica in De Santillana: il tragico senso di colpa e l’armonia classica risolta come accettazione (certamente in origine né quieta né serena), come i due poli di una rappresentazione anch’essa dinamica, che valgono per il macrocosmo ed il microcosmo. Sappiamo poi bene come lo stesso Fato antico sia passato attraverso interpretazioni anche molto diverse (una per tutte, problematica, quella di Enea/Virgilio).
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Sibò

  • Nota di
  • "Asino Rosso":
  • Ottima mostra su Sibò, futurista ancora poco relativamente noto,
  • ancora di fine novecento e anche post futurismo storico,
  • di grande espressività, antimaestro dell'Aeropittura, tecnicamente ineccepibile e precursore anche
  • della miglioe pop art se non certo Iperrealismo stesso ecc....
  • fino all'era spaziale e la stessa cosmopittura
  • di Antonio Fiore Ufagrà, contemporaneo!
  • (Roby Guerra)

 

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  • Letteratura Tradizione ultima serie
  • Contributo all’analisi...
  • “Letteratura-Tradizione”
  • e la cultura oltre destra e sinistra che verrà,
  • di
  • Marco Rossi
  • Queste note non intendono assolutamente posizionarsi in contrasto con quanto scritto da Giovannini in merito alla situazione culturale ed esistenziale del nostro ambiente, a partire dall’esperienza importante, e per certi versi assolutamente straordinaria, della rivista Letteratura-Tradizione. Al contrario, chi scrive è convinto che quanto dice Sandro è vero, autentico e il frutto di una consapevolezza profonda di quanto è successo: le osservazioni che intendo aggiungere vanno dunque prese come un contributo, da parte sostanzialmente di uno storico innamorato dell’esoterismo, della politica e della letteratura, teso a cercare di capire meglio, a indagare sui particolari macroscopici (ossimoro che nasconde le molteplici allucinazioni che i contemporanei accumulano inconsciamente nei confronti dell’epoca contemporanea, complice l’ipertrofia della comunicazione-propaganda che talvolta equivale alla cancellazione della memoria nella cronaca manipolata dei maggiori media…). Avverto gli ipotetici lettori che la devo prendere larga…

 

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untori esecuzione

    • Lo straniero, colui che porta i mali...
    • di
    • Paolo Aldo Rossi
  • Ormai è il tempo di ripensare da un punto di vista storico il concetto di straniero   Il termine greco ξένος (xenos) può volere dire ospite, straniero, amico, forestiero, estraneo, strano, nemico, sconosciuto…, ma la grande sfumatura di significato sta come indizio di concetti contrastanti che vanno dal "nemico straniero" così come all’"amico ospite".
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  • Chioma Il male necessario
    • Il male necessario
    • l’ombra junghiana
    • di
    • Gabriella Chioma
  • Nota
  • di
  • S. G.

  • “…Il tentativo d’interpretare
  • il messaggio entelechiale contenuto in ciascuno di noi
  • credo sia la parte essenziale del processo d’individuazione…”
  • Giulio Ciampi, Meditazione sull’Ombra,
  • in ‘Studi junghiani’,
  • Vol. II, Franco Angeli, 2005.

  • Questo libro di Gabriella Chioma, richiama ed una severa e apregiudiziale ricognizione su tutto ciò che di meglio e di più profondo, anche se in ragione dialettica e con infinite sovrapposizioni di taglio epistemologico e comunque autenticamente antagonista alla passata ed anche presente vulgata del filosofare col martello, il tempo della modernità ha saputo affacciare, riallacciandosi vocazionalmente ad un antico immemoriale  non solo mitico, numismatico o letteralista, ma proiettivo ed investigabile come nuovo, nell’orizzonte sterminato del sempre possibile
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  • Per dirsi con la scrittura...
  • di
  • Agostino Forte
  • La strada 2
  • Iniziai
  • a scrivere quando ebbi la spinta da ciò di cui mi trovai via via a sentire, a leggere. Un turbinìo. Un turbinìo, all’inizio sconvolgente, dove tutto si trovava schiacciato per essere detto o scritto in qualsiasi licenza verbale. Poi, nel tempo, quel vortice andò mano a mano quietandosi, affievolitisi i venti dell’impeto, stazionando sempre più nelle correnti ascendenti e discendenti dello sguardo, della visione, della riflessione, dell’errore, del ripensamento, del ripiegamento, del distanziarsi, del mettere a fuoco, del distinguo al coacervo, del sì e del no.
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  • manifesti futuristi tiemme
  • A cura di
  • Riccardo Roversi
  • prefazione
  • di
  • Roberto Guerra
  • ***
  • Siamo contenti di poter presentare questo libro.  Esso infatti raccoglie in veloce sintesi i Manifesti futuristi. Sappiamo bene che uno dei luoghi  comuni di molta critica letteraria (sempre, anche nella migliore delle ipotesi, alquanto pressata...) è stato quello di definire il Futurismo, pur nelle sue lunghe, complesse e diverse fasi, non molto al di sopra del livello di ribalta iniziatoria e/o di provocazione costante.
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  • I
  • “libri-idea”
  • a cura di
  • Sandro Giovannini
  • LIBRO MANIFESTO
  • Innanzitutto potrebbe apparire ben ridicolo nominare un libro… “libro-idea”. Qualsiasi libro consiste (o dovrebbe consistere) su una o più idee… (Forse una, per un libro effettivamente utile, è già molto…) Qui, quindi, viene messo in rilievo più che altro il progetto curatoriale insito in un richiamo/appello - per quanto sommario ed aperto - ad un possibile svolgimento, all’interno di un collettivo che varia per dimensioni e qualificazioni.
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    • Prefazione
    • del generale paracadutista incursore
    • Marco Bertolini
    • al libro:
  • I Ragazzi della Folgore
  • Questa Prefazionecomunicatami dal caro amico Marco Allasia, sembra la più perfetta ed assieme serena e virile  rappresentazione  (degna di un antico stoico romano), dell’ormai insuperabile differenza antropologica determinatasi nella vita pubblica italiana, effetto inarrestato ed ultimo stadio di una paideia al contrario, durata centinaia di anni, ma giunta solo ora alla sua perfetta finale realizzazione.   Il Prefatore, dall'alto della sua reale esperienza e del suo indubitabile coraggio documentativo, ben raro di questi tempi, innesca persino altre considerazioni, più dettagliate e per certi versi definitivamente rivelatorie con la più esatta radiografica denuncia civile. Comunque, nella mia psiche ha fatto il doppio con l’impressione decisiva che ho provato, recentemente, nel leggere un libro, regalatomi da un sconosciuto, libro che, autonomamente, non avrei probabilmente mai acquistato, né  letto… E’ la biografia di un generale dei granatieri italiano, che dopo tante guerre e medaglie, all’atto della pensione, si è fatto francescano. Nel leggerlo, al di là dell’avventura umana e di fede del coraggioso, per me, la più forte impressione era il constatare  - persino al di là di ogni  altro legittimo giudizio di valore - come la religiosità da noi vigente fino a pochi decenni fa, riferibile senza dubbio anche ad una fede popolare e semplice, si fosse indubitabilmente tramutata in un totale altro da sé, comunque - sempre per me - ormai insopportabile, al di là del rispetto per il Sacro che ho maturato - ripeto indipendentemente da ogni altra considerazione - nel tempo…  E’ con questo spirito,  comprensibilmente del tutto personale ancora di mai del tutto metabolizzata sorpresa, ma forse estendibile ad altri cuori altrettanto avventurosi,  che consiglio la lettura…   S. G.
  •  I Ragazzi della Folgore 2
  •  
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  • La decrescita prima della decrescita,
  • di
  • Eduardo Zarelli
  • Eduardo Zarellli
  • Dulcis in fundo è un'espressione pseudo-latina interpretata in italiano come "il dolce viene in fondo", ovvero "il meglio giunge alla fine". Questa espressione sembra opporsi diametralmente alla locuzione latina in cauda venenum, indicante invece un colpo improprio e inaspettato al termine di un processo giunto a compimento. Ci muoveremo quindi con questo presupposto antifrastico, nell'affrontare l'ultima significativa opera di Serge Latouche La decrescita prima della decrescita. Precursori e compagni di strada (Bollati Boringhieri), ovviamente non per annunciare la fine di un lungo e – gli auguriamo – ancora prolifico percorso di pubblicazioni, ma perché in questo volume c'è sicuramente un punto d'arrivo del contenuto teorico della decrescita, che si confronta con le sue origini filosofiche.
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  • Il libro
  • La Torre-Gru di Alexander Rodchenko
  • e la linea summae tenuitatis
  • di
  • Curzio Vivarelli
  • vuole ricostruire (e non in senso metaforico) insieme al lettore
  • la famosa costruzione di Rodchenko, esposta negli anni '20 durante la storica mostra
  • del nuovo movimento artistico “costruttivismo”,
  • di cui Rodchenko fu il padre fondatore.
  • Il lettore avrà il modo di creare con le proprie mani
  • ciò che è stato distrutto nel fuoco ed è rimasto
  • soltanto nei ricordi delle foto d'epoca in bianco e nero.
  •  
  •  Torre Gru Vivarelli
  • Riportiamo quindi qui un testo di Curzio Vivarelli, raffinato artista del quale questo conciso scritto, rappresenta solo una fulminante anticipazione di posssibili letture...   
  • (Curzio Vivarelli su Facebook   -  S.G.)
  •  
  •  
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  • Qui di seguito propongo, scelti da me in un modo alquanto arbitrario di cui spero proprio d'esser scusato, tre brevi scritti di Karl Evver,  artista che ammiro profondamente per la sua originale pittura e la sua ricerca complessiva esistenziale, essenziale e sobria. Sono solo tre piccole indicazioni od infinitesimi segni di un linguaggio organico che merita vera attenzione e comprensione...
  • (Karl Evver su facebook -  S. G.)

 

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  • LA
  • CONNETTIVITA’:
  • IL FENOMENO DEL 2017
  • E DEI PROSSIMI 10 ANNI 
  •  
  • di
  • Vittorio de Pedys
  • articolo de pedys
  • Dopo la globalizzazione verrà la rivoluzione della connettività.
  • Lo SCHELETRO saranno i trasporti: autostrade, ferrovie, aeroporti, porti;
  • il SISTEMA VASCOLARE è l’energia: petrolio, gas, fracking, raffinerie, centrali elettriche, reti ;
  • il SISTEMA NERVOSO sono le comunicazioni: satelliti, internet, dati, data centers.
  • Dopo la iper-globalizzazione avremo forse la fine della globalizzazione, oppure la sua sublimazione, cioè la connettivizzazione. Nel 19’ secolo avemmo la geopolitica; nel 20’ abbiamo avuto la geoeconomia, nel 21’ avremo la geotecnologia.
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  • L'ECLISSE  DELLA  RAGIONE
  • ALL'ALBA  DELLA  SCIENZA  MODERNA
  • LA STREGA, IL  MEDICO  E  L'INQUISITORE
  • di
  • Paolo Aldo Rossi   e   Ida Li Vigni

 LECLISSE DELLA RAGIONE 001

  • (Gruppo Editoriale Castel Negrino, 32 Euro, www.virtuosa-mente.com)

 

Questo libro non attribuisce colpe per i tanti roghi in cui morirono le streghe, ma cerca di capire attraverso quali percorsi si è arrivati a tanto. In questa prospettiva di lavoro s'istallano quelli che abbiamo chiamato i "temi fondamentali" o le strutture formali su cui si istituiscono i rapporti tra gli attori della vicenda: il rapporto con il potere religioso, il passaggio dal peccato di superstizione al crimine di eresia, il rapporto con il potere politico o la ribellione delle forme culturali endogene verso quelle esogene, il rapporto con l'istituzione giuridica o i procedimenti penali, il rapporto con il sociale o della disperazione, il rapporto etnico-culturale come riconoscimento della propria identità...

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Ecco perché le élites ci odiano

di

Adriano  Scianca

Adriano Scianca
(da     www.ilprimatonazionale.idi giovedì 26 marzo 2015)

  • Sta creando un certo dibattito, in Francia, il libro del giornalista Jack Dion, intitolato Le mépris du Peuple (Il disprezzo del popolo), che ha per sottotitolo: “Come l’oligarchia ha preso la società in ostaggio”. Per Dion, i partiti, ma soprattutto i partiti di sinistra, tendono sempre più a vedere il popolo come un nemico. È la “prolofobia”, la paura dei proletari (gli “sdentati”, come pare li chiami nell’intimità Hollande). 

 

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  • “...la fragile e deliziosa Italia ferita
  • che non muore...     (1)
  • di
  • SANDRO GIOVANNINI

(Su: Ereticamente, 25 gennaio 2017)

  • occhio tricolore modificato
  • Questo Verso nobile e dolente racchiude tanta della nostra storia ma è ancor più valido nell’attualità. Sappiamo in troppi ormai che uno scivolamento nell’irrilevanza e nella decadenza è più di una fosca visione. E’ una fortissima probabilità. Qualsiasi sia il parametro che ci guidi nell’indagine, qualsiasi sia il teatro della nostra inchiesta specifica s’evidenzia ormai una caduta verticale di ogni fattore di speranza e risalita. I più lucidi analisti prevedono uno scivolamento progressivo e fatale verso un modello complessivo di convivenza alla messicana, irreversibile e crismato da due derive primarie, nel campo antropologico ed in quello economico. Una società dell’1 su 5, ove un 1 s’avvantaggia economicamente, favorito dalla tendenza all’esclusione sociale e dall’inarrestabile sperequazione enormemente accresciutasi negli ultimi decenni, ma si sente accerchiato (e si avvertirà sempre più minacciato, come nell’est-europa, in Brasile, in Sudafrica...) rispetto ad ogni altro fattore vitale (quella che una volta veniva definita qualità della vita), un 2 ed un 3 ormai adattati sostanzialmente alla decadenza ed in fasce sempre maggiori di lateralità e devianza utilizzanti, volenti o nolenti, ogni potenzialità del degrado stesso in termini di escamotages, (originati dalla crisi epocale del welfare: volontariato sempre più ambiguo per una società sempre più medicalizzata, cooperativismo per un terzo settore troppo spesso ormai avido e colluso quando ricerchi e trovi, anche legislativamente, giustificazione ideologica in una falsa teoria della sussidiarietà e della libertà di azione sociale in supposta sostituzione dello stato molto assente ed ancor più complice (...lotterie, gioco d’azzardo, etc., “accoglienza”, sostituzione etnica).
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GLI EROI 
di
KUWEYRES
di
Gian Micalessin
 nuova versione di Valenza e canto Copia

(da www.barbadillo.it di lunedì 14 marzo 2016 -  fonte Il Giornale)
 
         
I cadaveri sono tutt’attorno. Ossa e scheletri scarnificati con ancora indosso le divise dello stato Islamico sparpagliati lungo le difese dell’aeroporto militare di Kuweyres, 26 chilometri a est di Aleppo. Attorno a questa base rimasta chiusa dietro le line del Califfato per quasi tre anni si è combattuta una delle più lunghe e accanite battaglie del conflitto siriano.
           
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giorgio locchi
 
(da vari siti)

(Riportiamo questa ormai lontana
intervista
di
Adriano Scianca   a    Stefano Vaj
perché crediamo che non abbia perso nessuno dei valori di riferimento...
al proposito possiamo anche far  rimando al testo di Giovanni Damiano "Sovvertire il tempo"
nella sezione "Scuola Romana...",
per  qualche non secondaria sollecitazione critica...  Sandro Giovannini)


***
 stefano vaj 1

  • A. S.:  Ci sono pensatori che dalla caduta nel dimenticatoio escono come rinvigoriti, rigenerati, quasi che l'oblio li avesse tenuti al riparo dalle mode culturali per conservarli nella loro impenitente inattualità.   Di questi è senz'altro Giorgio Locchi, cuore e testa pensante della prima Nouvelle Droite, intellettuale di smisurata profondità, pure sostanzialmente dimenticato per anni se non nel ricordo di pochi amici e "discepoli". Dobbiamo quindi ringraziare Stefano Vaj, noto professionista milanese e locchiano di ferro, per la sua preziosa opera di recupero e "divulgazione" delle tesi del pensatore romano ormai in atto da anni. Il risultato di questo sforzo filologico è l'antologia di scritti locchiani per i tipi della Società Editrice Barbarossa, dal titolo Definizioni. (a cura di Stefano Vaj, 2007, S.E.B., Società editrice Barbarossa, Orion Libri). Abbiamo incontrato Vaj per scambiare quattro chiacchiere a proposito di quest'opera, di cui egli è curatore.
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Giuseppe Gorlani
 
Brevi note su cambimento,
di
Giuseppe Gorlani
 
In questi ultimi tempi si sente con sempre maggiore frequenza parlare di “cambiamento” o, addirittura, di “rivoluzione”, invocandone la necessità. Il disagio esistenziale cresce di pari passo con le difficoltà economiche e la “gente” o le “masse”, direbbe Ortega y Gasset (perché ormai di popolo sembra non si possa più parlare), scendono nelle piazze con l’intento di suscitare l’attenzione dei governanti e di scuoterne la coscienze. Dato che viviamo in una condizione di “democrazia” – pensano i più – abbiamo “diritto” a far sentire la nostra voce, esigendo che venga ascoltata. In realtà, però, i governanti non ascoltano e procedono imperterriti verso il perseguimento di mete non dichiarate, finalizzate ad arricchire alcune oligarchie e non certo a portare benessere, equità, giustizia.  
 
 
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  • LO SPECCHIO E LE SIMMETRIE DELL'ANIMA
    riflessioni sparse 

    di 

    Barbara Spadini 

  • Barbara Spadini 2

Tutto ciò che è atto a mostrare noi stessi a noi stessi  induce a due differenti comportamenti: ritrarci o restare.
Così penso abbia fatto anche il primo uomo che si sia imbattuto nell'acqua e vi abbia guardato sopra, scorgendo il proprio volto: paura della visione, con conseguente ritiro del sé; comprensione della visione; seconda occhiata alla visione e superamento della paura iniziale.
C'è chi si riconosce, accettandosi anche nello specchio, pur nei limiti esteriori e interiori del proprio io; c'è chi, invece, sa anche piacere a se stesso ed  indulgerà – in qualche volteggio vezzoso - nel rimirare la propria “imago”riflessa; c'è poi chi non si vuol bene, purtroppo, e  non avrà troppi specchi per casa; poi, come sempre, c'è chi di fronte allo specchio... riflette: uno specchio – infatti- si può attraversare, entrando così in un mondo differente, che spazia dalle simmetrie alle favole, dai miti alle metafore.

 

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  • La parola a Ezra Pound 
  • di Miro Renzaglia

    • Miro Renzaglia La parola a Ezra Pound
  • Indice:
  • Nota dell’autore
     
    Avvertenza
     
    La parola a Ezra Pound
    Perché Pound ci parla ancora? 
     
    Altre maschere d’autore
    (in rigoroso ordine alfabetico):
     
    Fulvio Abbate.  Un poeta monolocale
    Lucio Battisti.  Tutta un’altra musica (e testi)
    Carmelo Bene.  “Lei è morto... e io non parlo con i morti”
    Enrico Berlinguer.  L’anticomunista.
    Nicola Bombacci.  L’apostolo della socializzazione
    Albert Camus.  Se per assurdo la vita avesse senso.
    Lewis Carrol.  O del “sillygismo
    Louis-Ferdinand Céline.  Come non lo avete mai letto.
    Quell’anarchico di Céline, quel fascista di Hemingway.
    Bettino Craxi.  Sigonella: ultimo sussulto di sovranità nazionale.
    Guy Debord.  Dalla società dello spettacolo alla società dello psicodramma
    Diabolik.  Il nichilista
    Julius Evola.  Ovvero: “Io, cioè: chi?”
    Elvio Fachinelli.  Chi ha paura del desiderio dissidente?
    Gianfranco Fini.  Chi di governabilità ferisce di governabilità perisce. 
    Ennio Flaiano.  Tempo di uccidere
    Carlo Michelstaedter.  Ovvero: niente di sicuro
    Eugenio Montale.  Con un fischio, non con una preghiera.
    Indro Montanelli.  Il conformista.
    Jim Morrison.  La lucertola brucia ancora
    Elio Pagliarani.  Non avrebbe vinto Sanremo. 
    Pier Paolo Pasolini.  Il reazionario rosso
    Antonio Pennacchi.  L’intervista impossibile autorizzata da lui stesso medesimo
    Ettore Petrolini.  Un poeta.
    Berto Ricci.  “Perché ero di idee contrarie.”
    Max Stirner.  L’unico e la sua proprietà
    Dante Virgili. La distruzione.

  • ***

  •  Nota
  • di
  • Sandro Giovannini
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FUTURISMO RENAISSANCE.
Marinetti e le avanguardie virtuose
 
 
futurismo renaissance copertina

a cura di
Pierfranco Bruni e  Roby Guerra,
Deleyva editore, Roma, Aprile 2016.
info@deleyvaeditore.com

 

Il futurismo è ancora vivo?  È possibile rintracciare una continuità tra il "futurismo storico" e le operazioni allestite da chi afferma di recuperarne l'eredità?  "Futurismo Renaissance" è una ricognizione a 360° sul futurismo contemporaneo, tornato alla ribalta in tutto il mondo dopo la grande mostra retrospettiva allestita al Guggenheim Museum di New Work nel 2014. Oggi, questo movimento artistico, culturale e filosofico viene rilanciato in dis-continuità concreta con il futurismo storico attraverso la nascita ed il lavoro di nuovi gruppi sinergici di artisti, scrittori, sociologi, nuovamente operativi.  Ritorno in generale delle avanguardie anche oltre al nuovo futurismo, con altrettanti nuovi gruppi artistici e futuribili in primo piano nella cultura italiana del nostro tempo.  Oltre 50 autori protagonisti:
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  • Lo
    “scontro d’inciviltà”
  • di
  • Sandro Giovannini
  •  Immagine LO SCONTRO DINCIVILTA
  • (dal sito EreticaMente del 19.01.2016)
  • I
  • Se ci accontentassimo dell’esterno, seppur penetrante, bagliore di una battuta, non coglieremmo, forse, il suggerimento più potente dal possibile rovesciamento di un paradigma.
     
    Infatti è stato sempre dal recto, come è forse naturale e corretto che avvenga, almeno fino al punto terminale in cui i dati di visione si confondano in una irrisalibilità assoluta con i dati di realtà (e viceversa), che la questione, utriusque militiae, è stata percepita ed affrontata.  Il paradigma del recto d’altronde costituisce la trama evidente della texture, (1)  quella leggibile e quindi più legittimamente investigabile.  Il che non significa che non sia valido, tutt’altro... ma ci soccorre ciò che dicevamo in altro contesto: “...connessione inevidente è superiore all’evidente...”.  (2)  Ovvero che una migliore lettura possa passare attraverso il rovesciamento del paradigma usuale, e quindi anche tramite il verso, ed in tal modo permettere una migliore sorta al nostro cuneo di profondità, lungo i vari strati difensivi di dyneema, che riserva l’apparecchiatura mondialista...  In alternativa ad un’interpretazione solo astratta, impersonale ed astorica, o ad una legata unicamente a procedure sperimentali, storicizzate o dello stretto significante (...che potrebbero rivelarci, al meglio, i significati immanenti dei miti e non certo le costanti immateriali degli accadimenti storici), tutte comunque derivanti da una disposizione sostanzialmente dicotomica, avvertita od inconscia, la penetrazione per via progressiva, non esclude dall’origine ed anzi include l’origine come una qualità spaziotemporale del sempre possibile.  (3)  E senza l’origine ogni nostra interpretazione sarebbe abbandonata al caotico sovrapporsi degli eventi.  In questa nostra visione la vigenza dell’origine si salda alla consapevolezza del tempo ellittico con il proprio presente/eterno che non è solo la classica antico/occidentale/orientale distanza rammemorante, ma la costante presenza a vacuità e destino, inessenti a maya, con un’ermeneutica stoica del tragico, sempre implicata nei misteri,  (4)  ove negazione/affermazione sono, sia pur per un sentiero ben difficile, sempre transitabili.

 

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manivolto violenza 1
 
L'ALTRIMENTI   INAFFRONTABILE
riacquisire consapevolezza
(...come nel 1914)

(da:  EreticaMente  01.12.2015)

  • In un mio precedente breve articolo (*), mi avvicinavo, solo di sfuggita, al problema che tratterò, sempre sinteticamente, invece, in questo. Ma nel presente, “l’altrimenti inaffrontabile”, declinato sia in chiave nazionale che internazionale, il già detto si unirà, ancora più pericolosamente, al “Riacquisire consapevolezza (...come nel 1914)”, per necessità logica.
     
    L’altrimenti inaffrontabile” va, almeno stoicamente, compreso fino in fondo. E’ penoso ripercorrere tutte le ragioni spirituali, storiche, politiche e sociali, per le quali siamo quasi inevitabilmente condannati “entro questo occidente”. Le abbiamo, già stringatissimamente, elencate. A tal punto ci troviamo, in Europa, con una situazione bloccata, ove l’unico reagente praticabile, piaccia o non piaccia, con molti motivi di verità per ogni possibile riserva mentale, è quello dei populismi montanti... 

 

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  • Dalla porta cornea 1
  • E’ la mia vita che muore.
    E’ la vita che rinasce. 

    (Emo, Sessa ed un sogno dalla porta cornea)
  • di  
  • Sandro Giovannini
  • (dal sito EreticaMente ottobre 2015)
  • “…La vita che non potrà mai liberarsi dalla morte, 
    né la morte dall’essere viva.”
    Andrea Emo,
  • Quaderni di Metafisica , Bompiani, pag. 887.
     
 

 
La mia vita muore. Scivola velocemente (o lentamente) verso la morte.  La vita rinasce (prima o poi) sempre.  Cosa c’è di più ovviamente constatabile?  (…Manuel Flores va a morir.  Eso es moneda corriente; morir es una costumbre que sabe tener la gente).  E così si potrebbe dire che il cerchio si chiuda.  Ma nella resurrezione costante ed innegabile della vita sulla morte, morte altrettanto costante ed innegabile, l’essere viva della morte agisce indubitabilmente erga omnes, mentre il dato che ci ha sempre inquietato è la mia (la nostra, ovvero di ognuno) individuale ri-esistenza o ritorno o resurrezione.  Al di là delle infinite differenziazioni tra le epistemi precristiane e quelle cristiane…
 
 
 
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  • «I liberali, che non sono tutti usurai,
  • dovrebbero spiegarci 
    perché gli usurai sono tutti liberali».
  • Così scriveva Ezra Pound
  • nel 1933 e così riporta
  • in esergo
  • il nuovo volume
  • di Miro Renzaglia...
  • Renzaglia, nato a Roma nel ’57, ha studiato Economia all’Università La Sapienza; poeta, saggista e giornalista, tra i suoi interessi rientra anche il teatro e da sempre collabora con numerosi periodici e quotidiani, sia cartacei che online.  Nel 2006 ha fondato il magazine digitale “il Fondo”, blog seguitissimo in cui si approfondiscono temi di cultura, politica e attualità.  Ha pubblicato “Controversi” (Ecdp, 1987), “I rossi e i neri” (Settimo Sigillo, 2002; con Marco Palladini), “A spese mie” (I libri de “Il Fondo” – Gruppo editoriale l’Espresso, 2010). 
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  • notturni
  • Prefazione
  • a
  • "NOTTURNI"
  • (AUTORI VARI, Settimo SIgillo, 2016)
  • di
  • Sandro Giovannini

 

 

  • Se è vero che la vera fede incontrastata “...al cui interno cresce l’intera storia dell’Occidente”  (come dice un nostro importante filosofo) è il divenire, non in qualità di un solo trascorrere o trapassare da uno stato all’altro, ma un divenire che neghi implicitamente (o che sembri negare implicitamente, e quindi ontologicamente), in quanto sovrasti, domini ed inibisca, ogni realtà eterna, immutabile, divina, allora siamo ancora ad una lettura dicotomica della notte e del giorno.
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  • 5CentroStudiHeliopolisPesaroBorges1977
  • “BORGES
  • A
  • PESARO”,
    Maggio 1977.  

  • “L’angolo della poesia”,  
    Rocca Costanza, (Pesaro), 21 Luglio 2016. 
    di
  • Sandro Giovannini
  • Il 21 Luglio 2016 a Rocca Costanza (Pesaro), nell’ambito della Rassegna “L’angolo della Poesia”, ideata e ben diretta da anni da Giuseppe Saponara e nella serata dedicata a Borges, sono intervenuto, di fronte ad un notevole pubblico ed in presenza di altri cari amici, per ricordare l’evento che nel Maggio del 1977,
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mani sangue
Dentro

questo

occidente

siamo tutti condannati...

di

Sandro Giovannini

 
  • Tutti, più o meno, siamo consapevoli dei drammi ideali, strategici, politici e sociali che, qui, in questo spazio ormai  codificato tristemente occidente, ci affliggono.
     
    - Fine delle ideologie salvifiche e millenariste, sempre prodotte in Europa.
    - anarcoidismo di massa, per la definitiva  reductio ad oeconomicum, contro ogni logica ideal-comunitarista;
    - mitologia dei diritti individuali e democrazia parolaia, impossibilitata ad  invertire la tendenza all’aumento delle disuguaglianze;
    - fallimento in noi ed intorno a noi di tutti gli storici tentativi di conciliazione tra modernità e tradizione, costretti entro i parametri delle democrazie liberiste;
    - immigrazione incontrollata, perdita d’identità macrocomunitaria e riduzione a consumatori indifferenziati compulsivi nella società medicalizzata, resa maniacalmente letteralista, non nel controllo naturale ma nella deviazione sostitutoria;
    - finanziarismo predatorio neocapitalista, sprezzante di ogni differenza genetica ma potente generatore di quella virtualmente economica nello sfruttamento di ogni disordine, anche ambientale;
    - terminale dominio mondialista, paranoico ed  incattivito e conseguenti folli dinamiche neoimperialiste unipolari (U.S.A.) , con rischio sempre più forte di definitivi sconvolgimenti globali (terza guerra mondiale).

 

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  • "La capitale del tempo"
  • romanzo
  • di
  • Sandro Giovannini
  • (NovAntico Editrice, Pinerolo, 2014)

copertina La capitale del tempo S G

  • a proposito di un romanzo di Sandro Giovannini
  • di
  • Giovanni Sessa

 

  • Sandro Giovanni è autore che stupisce. Sempre. Anche la sua ultima fatica letteraria conferma questa affermazione. Mi riferisco al recentissimo romanzo La capitale del tempo, nelle librerie per i tipi di NovAntico editrice (per ordini: 335/5655208, euro 18,00). Dopo aver attraversato nelle   produzioni saggistiche, ultima in ordine cronologico ma non per rilevanza teorica, …Come vacuità e destino, gli autori non conformi sui quali giovani intellettualmente inquieti, negli anni Settanta, costruirono le loro speranze politiche di rettifica dell’area di appartenenza e, più in generale, dello stato presente delle cose, ora giunge come soleva dire Michelstaedter, ai ferri corti con la vita, ad un confronto serrato con il significato ultimo dell’ex-sistere.
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stefano vaj 2
 
a proposito di
Crescita/Decrescita
di
Stefano Vaj
Biopolitics di Stefano Vaj

Prendo spunto da una conversazione privata con l'amico Giovannini per riproporre alcuni spunti che mi paiono particolarmente attuali in un momento cui alcune equivoche parole d'ordine come "sostenibilità", "decrescita", etc. vengono chiamate in rinforzo dalla propaganda di chi vede almeno a breve termine nell'affamare e mortificare i popoli europei ed accelerarne il declino il modo migliore per prolungare l'agonia di tutto un sistema il più a lungo possibile ("Abbiamo vissuto troppo a lungo al di sopra delle nostre possibilità", dixit con compiaciuto moralismo il catto-comunista a capo del cerimoniale nella zona amministrativa nota come Repubblica Italiana).
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NON AVER PAURA DI DIRE tavoletta heliopolis

 

  • INTERVISTA a 
  • Roberto Guerra e Sandro Giovannini
  • a proposito della tavoletta Heliopolis
  • NON AVER PAURA DI DIRE
  • a cura di 
  • Luca Siniscalco
  • (fonte: barbadillo.it)
Il coraggio  di uno sguardo limpido e disincantato sul mondo ha spesso un prezzo da pagare. Tanto più se anticonformismo ed eterodossia confluiscono in un progetto a vocazione comunitaria e a pro-vocazione antiindividualistica. Frutto di questa istanza è una raccolta di saggi in cui una cinquantina di autori, noti intellettuali – fra cui Adriano Fabris, Alberto Cesare Ambesi, Marcello Veneziani, Claudio Bonvecchio, Gianfranco de Turris, Miro Renzaglia, Marco Vannini, Antonio Saccoccio, Stefano Vaj, Pierfranco Bruni, Roberto Pazzi, Mariano Bizzarri, Raffaele Perrotta, Agostino Carrino e Massimo Donà – e giovani studiosi, si sono confrontati, secondo la propria formazione e sensibilità, con il tema “non avere paura di dire”. Il volume, dapprima edito in copie numerate quale libro d’arte, in seguito in versione ebook, si perita nella risposta all’ardua questione delineando quadri ermenutici alternativi entro cui tesi filosofiche, suggestioni tradizionaliste, scenari futuristi e tensioni rivoluzionarioconservatrici danzano lungo i crinali del nostro magmatico tempo, ricercando, talvolta, squarci sulla pura alterità.
Del significato e dell’esito del progetto abbiamo avuto l’occasione di parlare con Sandro Giovannini, poliedrico intellettuale, curatore della tavoletta nonché responsabile delle Edizioni Heliopolis, e con Roberto Guerra, poeta futurista ferrarese e curatore della versione ebook.
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 ScarpaSessaSinagraVajRomaaprile2011
 
 (orario: Riccardo Scarpa, Giovanni Sessa, Augusto Sinagra, Stefano Vaj)
 
 
Per
ora, 
intorno al dilemma 
“crescita/decrescita”
di
Sandro Giovannini

Una riflessione come quella di Stefano Vaj (qui, nella stessa sezione), estremamente concentrata e fortemente direzionata, ci sollecita a domandarci quanto si sia realmente consapevoli dell’artificio che tutte le rivoluzioni e quindi alcune delle rivoluzioni ultime, nella fisica, nella biologia, nell’ancora sostanzialmente minoritaria interdisciplinarietà dell’infinitamente piccolo e dell’infinitamente grande, impongano al mondo delle humanities.  Questo artificio va al di là, ovvero supera di slancio, i nostri ordinati vocabolari e ci costringe, inter alia, a misurare le nostre compresenti differenze nella loro smarcante identità ma anche nella potenza ineludibile del paragone, che è (o potrebbe/dovrebbe essere) il più possibilmente neutro nell’osservare quanto conflittuale nel decidere.  Non vi è artificio che si ritiri in sé se non per muoversi poi nuovamente in avanti, non vi è persino stile del silenzio e dell’epoché, alla fine, se non per rumorosi assalti. 
 
 
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Luca Siniscalco

 

 

LUCA SINISCALCO:
Sei connesso da dove?..
Note a margine di una suggestiva e precaria connessione. 



“La società moderna si concede il lusso di tollerare
che tutti dicano ciò che vogliono
perché oggi, di fondo,
tutti pensano allo stesso modo”.
(N. G. Dávila)
 
 
Digitare come nuova via di redenzione. Le dita toccano rapide e flemmatiche la superficie del tablet, si rincorrono in una danza esagitata e parossistica verso l'apice della realizzazione. I polpastrelli si agitano sulla tastiera percorrendo i pulsanti con fare sicuro e spigliato, persa ogni incertezza di fronte alla risolutezza del nuovo mezzo espressivo.

 

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WALTER BENIAMIN

 

UMBERTO PETRONGARI
Riflessioni sul pensiero e sull'estetica
di Walter Benjamin

 


In questo articolo intendo parlare di Walter Benjamin come interprete di Karl Marx, e soprattutto delle conseguenze, sul piano dell’estetica, derivanti dalla sua esegesi marxiana.  Vediamo dunque, innanzitutto, cosa debba intendersi, stando al pensatore ebreo-tedesco, per ‘materialismo storico’, ovvero per ‘materialismo dialettico’ (non, ovviamente, nel senso del Diamat engelsiano).  Il materialismo marxiano-benjaminiano attinge da Eraclito.  Vediamo, innanzitutto, in cosa consistono le differenze tra il pensiero del presocratico di Efeso e quello dei milesi. 
 
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il monte della sapienza Duomo di SIENA

 

 

LUCA VALENTINI
Oltre la Filosofia,  la Sapienza!

 

colui che si centra nella radice silenziosa e lucente
della propria interiorità,

che è anche interiorità cosmica (…), 
e coglie la perfetta armonia dei contrari in sé e fuori di sé, 
senza essere trascinato eccessivamente dalle emozioni,
dai pensieri, dalle cose,

dimora nella Sapienza”
(Angelo Tonelli, Sapienza ritrovata,
Arcipelago Edizioni, p. 11)

Diversi e stimati ricercatori si sono impegnati recentemente con vero merito nell’approfondimento di tematiche inerenti alcuni aspetti filosofici, filologici e dottrinari della Tradizione Arcaica, nelle sue molteplici declinazioni. In alcuni di essi, però, oltre ad approfondimenti di indiscusso valore, si sono accompagnati riflessioni ed analisi che stonano alquanto sia col dato tradizionale, sia con l’interpretazione di autorevoli studiosi, italiani ed internazionali, di similari tematiche legate al mondo classico. Nello specifico, ci è dispiaciuto alquanto che alcuni fuorvianti riferimenti alla misteriosofia antica ed alla sua culminazione massima, cioè ciò che devesi intendere per Conoscenza o Sapienza Divina, siano passati assolutamente sotto silenzio.

 

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  • Primo Siena 3
  • (Primo Siena)

 

 

  • LO
  • STATO ORGANICO
    Secondo
  • Carlo Alberto Biggini 
  • di
  • PRIMO SIENA
Sommario.- 1º.Il contributo di pensiero ed azione di Carlo Alberto Biggini al processo costitutivo della RSI,proiettato verso il futuro post-bellico  – 2º Biggini protagonista originale di una palingenesi rigeneratrice, calata in un progetto innovatore radicato nella tradizione romano-italica. -3º. Lo Stato organico compiuto nella forma di una repubblica presidenziale legittimata da una democrazia olistica partecipativa: un legato politico-costituzionale da tramandare.
 

1.- Il contributo di pensiero e azione di Carlo Alberto Biggini al processo costituitivo della RSI, proiettato verso il futuro post-bellico.
 
Carlo Costamagna, eminente giurista e politologo fascista, aveva sostenuto in un saggio pubblicato nel 1929  sulla bottaiana “Critica fascista”, che il fascismo marciava verso una vita integralmente rappresentativa, pur se in termini diversi da quelli del passato, e lo faceva attraverso un processo dittatoriale considerato come “la necessità di un’opera costituente” il cui sbocco tendeva ad una “democrazia rappresentativa, ancorché non in senso parlamentare”; una demcrazia, quindi,   che avrebbe sostituito il vecchio concetto della rappresentanza politica con  uno nuovo, dove il dato dell’interesse particolare si sarebbe combinato con il dato dell’interesse generale, onde evitare cosí l’antitesi tra lo Stato e la rappresentanza nazionale che costituiva l’assurdo logico e pratico delle democrazie individualistiche 
[1].
 
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  • Ritrovamento caccia preistorica oltre circo polare artico
  • Iperborei...
  • di
  • Paolo Casolari

L’homo sapiens abitava il Polo nord 45 mila anni fa,
prima della glaciazione: hanno trovato le prove. Sono gli iperborei di Evola.

L’equipe del paleontologo Vladimir V. Pitulko dell’Accademia russa delle scienze
di S. Pietroburgo  ha trovato prove di presenza umana a 72° Nord
all'interno del Circolo polare risalenti a ben 45.000 anni fa (test del radiocarbonio).
Mai, in precedenza, si erano registrate tracce di homo sapiens così a Nord.
La località si chiama  Sopochnaia Karga ed è in piena Siberia artica
(lat. 71,86 - lon. 82.7).
Lo scrive la rivista Science nel suo numero 351 del 15 gennaio scorso.  La prova provata è nella forma di una carcassa di mammut, congelata da qualche millennio, che porta molti segni di ferite d'arma da punta e da taglio inflitte sia pre sia post-mortem, unita ai resti di un lupo braccato posto in una posizione separata, di età simile. Entrambi i ritrovamenti indicano che esseri umani sapiens, capaci di cacciare e sezionare una preda, potevano essersi ampiamente diffusi in tutta la Siberia artica almeno dieci millenni prima di quanto si pensasse.
 
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  • Apollo statua crisoelefantina Delfi VI secolo aC

  • Riflessione
  • sulla
    pratica dei
    trapianti

     di
  • GIUSEPPE   GORLANI 
La pratica dei trapianti è una tra le più barbare e irrazionali conseguenze del processo di reificazione della natura, le cui scaturigini sono remote e plurime. Scrive Giovanni Sessa nel suo ottimo studio Per una filosofia del divino e dell’ordine: «Il monoteismo ebraico cristiano facendo dell’essere il totalmente altro dal mondo ha sottoposto l’uomo ai voleri di quest’ultimo e, contemporaneamente ha inteso la natura, ormai desacralizzata, come oggetto per l’uomo. Questi, attraverso la tecnica, ha reso ogni ente disponibile alla manipolazione, rendendolo mezzo-per.
 
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  • LA CITT SOSPESA Domenco marranchino
  • Chimere urbane:
    l'arte di
    Domenico Marranchino
  • di
  • Luca Siniscalco
“L'esistenza di un'opera d'arte dimostra
che il mondo ha un significato.
Anche quando non afferma
quale sia questo significato”
(Nicolàs Gòmez Dàvila)

La città cresce e si sfalda, si rivela ed oblia. Le vie di Milano si aprono alla vista dello spettatore in un tunnel vorticoso in cui linee centripete divorano lo sguardo per poi abbandonarlo in un picco di nostalgia. Quel “dolore del ritorno” che aspira all'Origine e soffre della sua privazione. Quella sofferenza così prepotente nelle ultime tele di Marranchino, la cui stessa esperienza biografica esemplifica un percorso di ascesi. Ascesi nel senso etimologico del greco aiskesis, che è “esercizio”, doloroso ma trasfigurante e portatore di nuova vita.
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  • autocoltello
  • Un
  • inarrestabile impulso
  • al suicidio
  • di
  • Sandro Giovannini
  •  
  •  

La crisi dello spirito europeo accelera in modo evidente. Una gran parte della popolazione, lavorata da decenni di paideia sovversiva ha sostanzialmente accettato uno stile di vita convulso, rivoltato e sghembo, purché gli potesse apparire crescentemente comodo ed irresponsabile. Persino in una situazione ormai per troppi di montante degrado di quell’ammiccante ed ipocrita modello si ascolta comprensibilmente ogni sirena divergente e si segue ogni illusione sostitutoria apparecchiata direttamente od indirettamente dal sistema, pur di non doversi trovare tragicamente con le spalle al muro e di fronte ad una scelta senza scampo.

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